Che una ventata di malumore ed estremismo stia sempre più prendendo piede in Italia e nel mondo è cosa risaputa, ma, nelle ultime ore, i toni si sono eccessivamente alzati e le azioni sono sfociate in vere e proprie minacce perseguibili legalmente.

Sabato su Facebook è apparsa sulla pagina di un uomo una foto che rappresenta la testa della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, decapitata.

A dare l’allarme è stato un gruppo di Facebook di nome “I Sentinelli di Milano“, gruppo antifascista e laico che ha come scopo proprio quello di vigilare sulle possibili cellule razziste e particolarmente pericolose che si sviluppano nell’interland milanese.

Il gruppo ha deciso di diffondere la foto con il nome dell’uomo senza mantenere l’anonimato proprio perché si tratta di un caso particolarmente grave di attacco personale e minaccia di morte alla Boldrini, responsabile unicamente di appartenere al partito opposto a quello dell’uomo.

I carabinieri hanno subito aperto un’indagine e hanno provveduto a fermare l’uomo che si è presentato brandendo un tricolore poi legato al collo e facendo il saluto romano inneggiando al fascismo.

La segnalazione è stata fatta proprio perché persone di questo genere possano essere isolate e fermate in tempo perché spesso si da per scontato che persone come la Boldrini abbiano una scorta in grado di salvaguardare la sua persona ma spesso non è così e proprio perché questo genere di episodi non vengono segnalati per tempo e con sufficiente forza.

Inoltre l’immagine di Laura Boldrini sgozzata era un chiaro riferimento ad un caso di cronaca di questi giorni che coinvolge lo spaventoso ritrovamento del corpo senza vita di Pamela Mastropietro, la ragazza romana ritrovata uccisa e completamente fatta a pezzi su cui si sta indagando.

Sul caso che ha coinvolto Laura Boldrini si sta ancora indagando per vedere quanto l’uomo sia effettivamente pericoloso e in grado di agire ma in ogni caso il clima è davvero difficile e bisogna sempre prestare attenzione a queste uscite sui social e segnalarle.