Nonostante i dati emersi nell’ultimo trimestre vedano un aumento dell’occupazione e soprattutto una diminuzione della disoccupazione in realtà, al sud, sta accadendo qualcosa di davvero molto curioso. Qualcuno aveva già predetto che si sarebbe verificata una situazione simile o che perlomeno aveva paura che potesse accadere. Effettivamente sembra che soprattutto nelle regioni della Sicilia e della Campania, da quando sia entrato in vigore effettivo Reddito di Cittadinanza, siano aumentati in modo esponenziale i licenziamenti e di conseguenza le richieste per il sussidio. È difficile stabilire se effettivamente una cosa sia direttamente proporzionale all’altra, eppure i dati sembrano indicarci purtroppo questa direzione.

La paura per il reddito di cittadinanza

Nonostante questa fosse una delle misure e su cui il MoVimento 5 Stelle in particolar modo aveva voluto puntare ed era riuscita a portare a casa durante il governo con Salvini, sembra che le paure di molti abbiano preso effettivamente piede.

Tanti erano i detrattori che vedevano nel Reddito di Cittadinanza un escamotage per i più disonesti per stare a casa senza lavorare e percepire un reddito; o ancor peggio lavorare in nero e percepire questo sussidio. Si tratta naturalmente solo di alcune persone e non si può mai generalizzare. Tuttavia, effettivamente, questo scenario sembra essere diventato particolarmente evidente in Campania e Sicilia.

La situazione del Lavoro in Sicilia

Secondo i dati del Ministero del Lavoro sembra che in particolar modo in Sicilia ci sia stata un’impennata di licenziamenti e di conseguenti richieste del Reddito di Cittadinanza, proprio con l’arrivo di questa nuova opportunità.

Il Reddito di Cittadinanza è infatti un sussidio che può essere richiesto da tutti coloro che non possiedono un reddito per far sì che possano sostentarsi e nel frattempo cercare un’occupazione. Per chi ha un lavoro, ma viene licenziato o ha il contratto che non prevede il rinnovo, è possibile sfruttare la Naspi. La Naspi è il sussidio di disoccupazione sussidio che può, in parte essere, sostituito dal Reddito di Cittadinanza una volta terminato.

L’analisi effettuata e i dati che emergono non sono confortanti. Questo anche e soprattutto perché dimostrerebbero quanto effettivamente talvolta moltissime siano le persone disoneste che sfruttino anche delle buone opportunità per rilanciare il paese nel modo sbagliato. Coloro che non volevano Reddito di Cittadinanza avevano tra le altre cose proprio fatto riferimento a questa possibilità. Ovvero allo sfruttamento della legge che quindi sarebbe andata a favore fondamentalmente dei più disonesti e non di coloro che davvero ne avevano bisogno.

La situazione non è delle migliori e bisogna effettivamente fare un’analisi più approfondita per capire se è vera questa situazione. In questo momento emergono solo questi dati e non sono per nulla confortanti. Quello che emerge fondamentalmente non è tanto la mancanza di lavoro, quanto la disonestà di molte persone. Disonestà che va soprattutto a scapito invece di coloro che il lavoro non lo trovano davvero e che avrebbero bisogno di questo sussidio.

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