Sempre più spesso si sente parlare di Listeria quando si parla di problematiche emerse riguardo al cibo.

E’ notizia recente che alcuni prodotti siano stati ritirati dal commercio e dalla grande distribuzione da parte di alcuni grandi supermercati per problemi di listeria. Della Listeria è stato detto poco o nulla e l’unica cosa certa che sa il consumatore è che può portare molti danni alla salute ed è quindi necessario evitarla.

Non avendo informazioni precise, però, è molto difficile capire cosa è necessario evitare e sapere cosa sia realmente un problema e un pericolo per la salute. Come per ogni cosa non tutto è un pericolo ma solamente alcuni casi particolari che devono essere riconosciuti. Esistono di certo controlli molto accurati che provvedono a fornire al consumatore del cibo sano senza contaminanti o patogeni ma è sempre bene avere una visione completa del problema.

Cos’è la Listeria

La Listeria è un batterio patogeno che quindi può provocare la listeriosi, malattia più o meno grave. La listeriosi provoca crampi addominali, diarrea e febbre alta. Nella maggioranza dei casi questa sorta di virus intestinale si risolve con qualche giorno di gastroenterite che non comporta altre complicazioni gravi. In altri casi, però, non è così.

In soggetti già di per se problematici che magari hanno problemi di salute e sono immunodepressi la listeria può essere anche molto pericolosa. Essa infatti può provocare gastroenteriti batteriche molto forti che compromettono l’organismo e in casi estremi possono anche portare alla morte. Ovviamente questi casi sono molto rari fortunatamente e sono legati anche al quantitativo di listeria all’interno del prodotto.

Non tutti i prodotti affetti da listeria hanno un quantitativo di cellule sufficientemente alto da essere preoccupanti. Nella maggioranza dei casi, infatti, il numero di cellule presenti è sufficientemente basso da non creare effetti collaterali gravi. Nonostante ciò, gli organismi interessati, devono intervenire con il ritiro e se necessario il richiamo del prodotto. Questo perché la prassi dice comunque che il cliente va tutelato e che se anche il quantitativo di patogeni è basso, il cibo che li contiene, deve essere smaltito.

Questo è di certo un dato molto positivo per il consumatore che si trova ad essere sufficientemente sicuro sui cibi che acquista. Per legge ogni catena di distribuzione deve avere il proprio piano di analisi di controllo interno proprio per evitare questi episodi. Se l’episodio avviene e la catena di distribuzione ritira il prodotto non è positivo da un lato ma dall’altro, invece, il consumatore dovrebbe essere rassicurato di usufruire di un prodotto così controllato.

Non tutti i cibi, però, hanno lo stesso rischio Listeria.

Cibi a rischio

La Listeria può potenzialmente contaminare tutti i cibi ma i più a rischio sono ovviamente i cosiddetti “crudi”. Un esempio su tutti è di certo l’insalata russa e tutti i cibi con base maionese. Questo perché sono i cibi che non subiscono una cottura, unico modo per uccidere la listeria se presente. Il fatto che comunque il processo sia controllato è una sicurezza in più ma comunque rende il prodotto sicuramente molto più a rischio di altri.

Non è necessario evitare di mangiare insalata russa anche perché avendo la maionese un pH controllato il rischio Listeria è molto basso. E’ sconsigliato alle donne incinta perché comunque l’effetto collaterale potrebbe essere un aborto e quindi è sempre bene evitare in casi come questo.

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