Molto probabilmente la maggior parte delle persone hanno studiato alle elementari cosa siano i Menhir e i Dolmen nella parte di storia più antica. Senza dubbio però chi non se lo ricorda per lo studio, senza dubbio si ricorderà del fumetto francese Asterix. Qui l’amico fedele di Asterix, Obelix, era un costruttore di menhir, in grado di sollevarli e lanciarli lontanissimo. Indipendentemente da questa allegoria molto divertente i Menhir, in realtà, sono sculture dell’epoca arcaica, davvero molto importanti per farci capire come viveva l’uomo agli albori della civiltà.
Il significato di Menhir
Già la parola “Menhir” racchiude in sè il significato dell’oggetto a cui si riferisce. Essa infatti rappresenta proprio una grossa pietra oblunga che veniva piantata verticalmente nel terreno. Al contrario il Dolmen, con cui non bisogna fare confusione, era invece costituito da tre pietre distinte lunghe due poste in verticale che reggono invece la terza orizzontale disposta sotto forma di tetto.
Il termine Menhir deriva proprio da “megas”, che vuol dire “grande” e “litos”, cioè “pietra” vengono sempre come pietre giganti e quindi come megaliti sia i Menhir che i Dolmen ma in particolar modo i primi hanno la desinenza all’interno del nome. Queste importanti sculture dell’epoca arcaica che ci tramandano le modalità di vita e anche di morte degli uomini antichi. Essi si trovano dispersi in tutta Europa dall’isola di Malta fino ad arrivare alla Svezia o semplicemente come sassi isolati.
Quindi possiamo apprendere che man mano queste strutture si sono diffuse a macchia d’olio e non sono solamente casi isolati. Essi possono essere disposti sia come sassi isolati, quindi che rappresentano qualcosa in particolare o magari che vogliono indicare un luogo specifico, ma anche disposti per formare dei megaliti ancora più grossi e imponenti.Basta pensare alla più grossa formazione megalitica del mondo, ovvero Stonehenge che si trova in Gran Bretagna.

Caratteristiche dei megaliti
I megaliti sono davvero sculture antichissime, poiché anche la loro creazione richiedeva doti non particolarmente sviluppate e dalle tecniche anche molto rudimentali. Spesso nell’immaginario si considerano gli Antenati europei come una sorta di selvaggi che potevano limitarsi semplicemente a raccogliere i frutti della Terra o a cacciare per sopravvivere e vestirsi con le pelli. In realtà essi erano sia in grado già di creare progetti un po’ più ingegnosi che anche a realizzarli.
Nonostante il Menhir in particolar modo sia abbastanza semplice come scultura e non richieda chissà quale particolare attenzione per costruirlo, è però davvero importante capire come gli uomini antichi fossero riusciti a mettere in orizzontale questa pietra e quindi a darle un significato. Da quel punto di vista servono infatti molto ingegno e molta forza per riuscire a trovare un metodo per spostare queste pietre giganti. Questo ci dà la dimensione di quanto fossero già in grado di organizzarsi in centinaia, probabilmente anche dividendosi gerarchicamente in capi e operai per svolgere il lavoro di posizionamento.
I Menhir iniziano a diffondersi nel Neolitico, tuttavia si trovano dei megaliti innalzati circa 2000 anni prima che gli egiziani pensassero anche solo di costruire le piramidi. Le piramidi di certo sono ingegneristicamente decisamente molto più avanzate, ma comunque vengono assolutamente in un tempo successivo.
I più antichi Menhir si trovano a Carnac al sud della Bretagna, una regione francese. Qui è possibile trovare migliaia di grossi sassi davvero allineati in file parallele, che lasciano l’osservatore stupito per quanto effettivamente l’uomo delle caverne, considerato in realtà selvaggio, non lo sia per niente.
