Merchandising personalizzato: una risorsa di marketing a basso costo

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Fare marketing è diventata una priorità per ogni genere di azienda, a prescindere dal settore di competenza e dal segmento di mercato di riferimento. Il motivo è semplice: l’aumento esponenziale della concorrenza impone agli attori di un determinato ambito economico commerciale di differenziarsi il più possibile rispetto ai competitor, cercando di consolidare la propria identità, sia a livello di brand che di singoli prodotti.

A tale scopo vengono progettate e implementate strategie promozionali diversificate, per intercettare un target più ampio e variegato possibile. Buona parte della comunicazione pubblicitaria oggi fa leva su canali e strumenti digitali, dalle semplici newsletter alle campagne promozionali lanciate su siti web e social network. In aggiunta, moltissime aziende sfruttano ancora oggi delle risorse che, a prima vista, potrebbero sembrare un po’ obsolete ma che, in realtà, conservano un ottimo potenziale promozionale: il merchandising personalizzato.

Si tratta di quelli che comunemente vengono chiamati ‘gadget aziendali’ oppure ‘gadget promozionali’; in sostanza, oggetti di uso comune caratterizzati da una riproduzione del logo aziendale o del brand che si vuole sponsorizzare. Il merchandising personalizzato rappresenta una categoria merceologica estremamente ampia e varia, che include tanto gli articoli da ufficio quanto i capi di abbigliamento personalizzati, passando per accessori quali cestini porta pranzo, borracce, ombrelli e molto altro.

I gadget più comuni

Le aziende che scelgono di puntare sul merchandising ‘brandizzato’ spesso optano per gadget di piccole e medie dimensioni, in grado di risultare pratici e funzionali per chi li riceve. È (anche) per questo che gli articoli più comuni sono gli accessori da ufficio: penne, agende, taccuini, chiavette USB e tappetini per il mouse sono tra le soluzioni più gettonate in assoluto; molto popolari anche i calendari personalizzati, come quelli presenti nel catalogo del portale specializzato Duelle-promotions.com, utilissimi per appuntare velocemente un impegno importante o una scadenza da rispettare.

Altra categoria ampiamente sfruttata in sede di marketing promozionale è quella dei capi di abbigliamento: t-shirt, polo, camicie, assieme a felpe, giacche a vento, giubbotti e impermeabili vengono personalizzati per essere distribuiti soprattutto ai dipendenti e ai tecnici che lavorano a diretto contatto con la clientela.

Infine, vi sono alcune tipologie di merchandising aziendale squisitamente ‘stagionale’, ossia adatte alla distribuzione solo in un determinato periodo dell’anno; è il caso, ad esempio, degli articoli per il mare (teli, asciugamani, borse, ombrelloni e simili) oppure i capi di abbigliamento prettamente invernali.

Perché puntare sull’oggettistica promozionale

Sono diversi i vantaggi che un’azienda può ricavare dalla distribuzione di merchandising ‘brandizzato’. In primo luogo, si tratta di risorse low cost: lo sviluppo e la realizzazione di una linea di gadget personalizzati non richiede uno sforzo economico particolarmente significativo (anche se non bisogna mai lesinare sulla qualità del prodotto finale). Nel complesso, si tratta di un investimento sostenibile, in grado di assicurare un buon ritorno in termini di promozione del marchio.

In secondo luogo, il merchandising di questo tipo può essere ‘tarato’ in base al target di destinazione, in maniera tale da risultare più efficace dal punto di vista comunicativo e, di conseguenza, promozionale. Prima della distribuzione, infatti, l’azienda deve valutare attentamente questo aspetto: l’oggetto deve essere adatto al cliente che lo riceve, in maniera tale da lasciare una buona impressione e favorire un’associazione positiva tra l’articolo e il brand.

In ultima analisi, c’è un altro aspetto che rende molto valide le campagne promozionali basate sul merchandising brandizzato. Gli oggetti fisici – come sostengono i teorici del visual marketing – vengono percepiti, alla luce di una sensibilità più moderna ed evoluta, come una sorta di ‘immagine’, che ne sintetizza gli aspetti formali e funzionali. Di conseguenza, l’oggetto diventa a tutti gli effetti uno strumento di comunicazione visiva non verbale, capace di veicolare un messaggio codificabile in maniera più rapida ed efficace.

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