Dopo circa 10 giorni di mandato, il governo dell’alleanza penta-leghista, sta affrontando una nuova bufera.

Nella serata di ieri è arrivata la notizia che al largo delle coste siciliane viaggiava un barcone con circa 600 migranti a bordo tra cui donne incinta e bambini.

Il ministro dell’interno Matteo Salvini non ha perso tempo di comunicare la sua indisposizione a far attraccare il barcone nei porti italiani.

Secondo Salvini, infatti, sarebbe dovuta essere Malta colei che doveva offrire porto sicuro per i migranti e accoglierli.

Le reazioni

Le reazioni di molte parti politiche e non solo non si è fatta attendere.

Tra i primi a rispondere per le rime a Salvini respingendo la sua volontà di chiudere i porti c’è stato Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, che ha fatto sapere di non voler chiudere il proprio porto ai migranti.

All’appello di De Magistris si sono uniti i sindaci di Messina, Palermo e Reggio Calabria che hanno condiviso la scelta.

Per un’intera giornata il barcone dei migranti a viaggiato in acqua con i conseguenti rischi per la vita di coloro che erano a bordo.

Solo nella tarda giornata di oggi un aiuto concreto è arrivato dalla Spagna che ha aperto il porto di Valencia mettendosi a disposizione per il sostegno umanitario.

Oltre l’emergenza c’è l’umanità

Il reale problema di queste ore però non è stata l’emergenza umanitaria, ma qualcosa di molto più grave che coinvolge tutti.

Chiudere i porti a migranti che stanno scappando dal proprio paese natale vittima di traffico umano è inaccettabile.

Che la situazione venga regolamentata e che tutta l’Europa si faccia carico di questo problema è sicuramente innegabile ma chiudere gli occhi davanti ad un’emergenza umanitaria non è legittimo.

Un paese che si definisca civile non deve voltare le spalle ad un’emergenza di questo tipo.

Aldilà di qualunque legge giusta o sbagliata che sia, voltare le spalle a persone in difficoltà e non offrire sostegno è  inaccettabile.

Le regole devono esistere e vanno rispettate, ma le regole sono regole perché esistano le eccezioni.

E’ necessario che i provvedimenti e le questioni vengano decise davanti ad un tavolino in Europa e non quando ci sono persone in difficoltà da soccorrere.

Non è possibile voltare le spalle di fronte ad altri esseri umani, qualunque siano le leggi da seguire.

Degli accordi devono esistere ma deve esistere anche un’umanità di fondo che, a quanto pare, manca.

Ci si augura che d’ora in poi il Ministro Salvini faccia tesoro degli insegnamenti della Spagna e che i provvedimenti vengano discussi in sedi opportune e non una sera qualunque davanti ad un’emergenza umanitaria.