Niente ingresso al bandierone con il volto di Aldrovandi. Ai sostenitori della Spal, ieri allo stadio Olimpico per la partita vinta 2-0 con la Roma, è stato negato l’ingresso con le magliette che ritraevano il volto di Federico Aldrovandi, lo studente ferrarese deceduto nel 2005 in un parco pubblico a Ferrara durante un violento controllo della Polizia.

A contestare lo spiacevole accaduto poco democratico, è il padre di Federico, Lino Aldrovandi, che sulla propria pagina Facebook, commenta l’episodio attraverso un post della curva Ovest dei tifosi ferraresi: “Che dire – commenta – spiace veramente per quei ragazzi che dopo centinaia di km e sacrifici, oggi si sono visti costretti a non assaporare insieme a Federico, una vittoria sportiva. Null’altro che una vittoria sportiva. Ai solerti funzionari vorrei dire loro che Federico oggi non c’era perche ucciso senza una ragione un 25 settembre 2005 da 4 persone in divisa (loro colleghi?), e forse oggi avrebbe potuto anche esserci, in carne ed ossa. Quelle magliette, quella bandiera con quel volto, danno così tanto fastidio?”

Gli stessi ultras, hanno dato conto dell’episodio sulla pagina Facebook.“All’ingresso dello stadio Olimpico ci è stato negato per l’ennesima (era già successo nel docembre del 2017 ndr) volta l’ingresso del bandierone con il volto di Federico Aldrovandi- si legge sul popolare social – , ma come se non bastasse ci è stato impedito di entrare con i nostri colori e le nostre magliette: quelle raffiguranti il volto di Federico, quelle del gruppo Otto Settembre e anche le comuni magliettine di Curva Ovest Ferrara. È stata calpestata non solo la nostra dignità di tifosi e di ultras, ma anche i nostri più elementari diritti di cittadini, per questo motivo abbiamo scelto con sofferenza di non entrare allo stadio”.