Sono quasi passati 28 anni da quel 9 agosto del 1991 in cui Antonino Scopelliti, sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, fu ucciso. Egli venne assassinato mentre stava rientrando a Campo Calabro e si trovava a Villa San Giovanni. Le indagini nel corso degli anni hanno portato a moltissime scoperte e altrettanti sospetti, ma ora sembra esserci una certezza. Nella vicenda, infatti, sembra essere coinvolto anche Matteo Messina Denaro, il boss latitante. La notizia è stata da poco confermata.

L’omicidio di Antonino Scopelliti

Questo feroce omicidio è stato per anni sotto la lente di ingrandimento per l’importanza fondamentale nei rapporti della mafia. In questi lunghissimi 28 anni di indagini, depistaggi e accuse sono state seguite tutte le piste possibili. La Procura distrettuale della città di Reggio Calabria ha indagato e scoperto le relazioni tra l’omicidio e la mafia. Le indagini hanno fatto emergere i rapporti tra le varie cosche mafiose, la ‘ndrangheta e l’omicidio di Scopelliti.

Sono anni che si indaga e le scoperte hanno portato alla scoperta del coinvolgimento nella vicenda di almeno 17 tra boss mafiosi e affiliati. Tra questi era qualche giorno che si parlava di uno dei più famosi boss da anni latitante, Matteo messina Denaro. Fino ad oggi non era trapelata nessuna notizia ma da poco è arrivata la conferma che effettivamente il boss latitante è uno dei principali indagati per questo omicidio. La conferma è arrivata direttamente da Giovanni Bombardieri, procuratore di Reggio Calabria.

La probabile alleanza tra mafia e ‘ndrangheta

Più che probabile pare che ora questa alleanze sia certa. Dopo anni di indagini sembra davvero arrivata la conferma che le due associazioni sono entrambe responsabili dell’omicidio di Antonino Scopelliti. Molti sono i boss calabresi e siciliani indagati in questa faccenda e tra gli altri proprio il super latitante Matteo Messina Denaro. A fare il suo nome pare essere stato il pentito proveniente da Catania, Maurizio Avola. Ma non solo lui ha fatto il nome di denaro. Anche Francesco Onorato, aveva sostenuto più volte che Scopelliti fu ucciso per aiutare Totò Riina, preoccupato del giudizio che sarebbe potuto arrivare in seguito al Maxiprocesso a Cosa nostra dalla Cassazione.

La nuova inchiesta che ha portato a galla il nome di Denaro, sta indagando su differenti persone che si trovano ai vertici della ‘ndrangheta calabrese. non solamente la mafia siciliana è dunque indagata, ma anche la ‘ndrangheta che ha preso parte all’omicidio. I stretti rapporti tra le due cosche mafiosi stanno emergendo man mano sempre di più. Le indagini stanno infatti proseguendo proprio in questa direzione. Si stanno cercando tutte le persone coinvolte per cercare di tessere al meglio la trama di questa intricata e triste vicenda. Si attendo ulteriori sviluppi nei prossimi giorni, soprattutto dal procuratore di Reggio Calabria.

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