Renata Fonte è stata un’attivista che si è battuta per moltissime cause, tra cui le speculazioni edilizie di Porto Selvaggio, prima di essere nominata Assessore nel comune di Nardò con la delega alla pubblica istruzione ed alla cultura.

Come spesso accade, nelle sue battaglie si ritrovò spesso da sola, per questo motivo, la fiction che racconta la sua vicenda, e che andrà in onda il 4 febbraio 2018 su Canale 5 è stata chiamata “Una donna contro tutti”.

Dopo aver trattato le vicende di Libero Grassi, Mario Francese ed Emanuela Loi, è il turno di Renata Fonte, figura emblematica nella lotta alla legalità, a cui il ciclo “Liberi Sognatori” intende restituire la giusta attenzione mediatica. Nella fiction Cristiana Capotondi interpreterà il ruolo di Renata Fonte, mentre altri ruoli importanti saranno tenuti da Giorgio Marchesi, Marco Leonardi, Giulio Beranek, Peppino Mazzotta e poi Michele Morrone, Angela Curri.

Giorgio Marchesi interpreta il marito di Renata Fonte, mentre Peppino Mazzotta è il commissario Gerardi, il quale ha il compito di svolgere le indagini sul delitto.

Gerardi comprese per primo che il delitto di Renata Fonte non era dovuto a futili motivi, ma che dietro questo crimine ci fosse la criminalità organizzata, a differenza delle voci che affermavano che il delitto era stato compiuto per moventi passionali. Renata Fonte aveva 2 figlie femmine ed era spostata con Attilio che, era contrario alla sua scelta di fare politica.

Renata Fonte, invece, portava avanti battaglie per la sua terra, andando perfino contro la speculazione edilizia che minacciava il parco di Porto Selvaggio. Non era d’accordo a minare, un territorio così bello, con la costruzione di case ed altre strutture, per il solo scopo di guadagnare soldi. Purtroppo il suo impegno politico, e la sua lotta contro le ingiustizie, la portarono ad essere uccisa.

Risulta essere l’unico amministratore italiano di sesso femminile ad essere stata uccisa a causa del suo impegno civile.

La nota positiva della sua triste storia è che, grazie al suo sacrificio, l’area di Porto Selvaggio non è mai stata vittima di cementificazione.