Sanzioni alla Russia per la crisi Ucraina: possono funzionare? E chi le può emettere?

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Dagli anni Quaranta del Novecento in poi, il sistema delle sanzioni è stato adottato come arma per penalizzare superpotenze come la Russia, in situazioni come quelle inerenti alla crisi dell’Ucraina. Ma chi può emetterle? Possono funzionare veramente?

Chi può sanzionare la Russia?

Ad un paese come la Russia, possono essere gli Stati Uniti a sanzionarla, assieme agli alleati. Storicamente, infatti, che ci fosse un presidente democratico o no, nel mirino delle sanzioni ci sono stati Iran, Libia, Sudan, Cuba, Cina, Venezuela e anche la Russia, in altre occasioni. Infatti, sono gli USA che economicamente hanno messo mezzi, finanziari e non, al servizio della politica estera.

Tuttavia, per stabilire l’ammontare di tale sanzione, è necessario esaminare gli aspetti bancari, finanziari, energetici e tecnologici in una situazione ad alto rischio. Per questo, non è una novità che ci siano accesi dibattiti, come è successo per l’annessione della Crimea nel 2014, in cui gli USA hanno contribuito al frenare il PIL russo dell’1 % nell’ultimo decennio.

E’ un sistema efficace?

Non tutti, però, sono convinti che il sistema delle sanzioni sia efficace, sia alla Casa Bianca che in altri paesi. Anche il presidente Biden ha sottolineato che un ammonimento del genere non sarà indolore, soprattutto sul fronte economico, visto che cambieranno i prezzi delle forniture energetiche provenienti dalla Russia, come quel del titanio o palladio, e bisogna rammentare che più di 1100 aziende americani hanno come fornitore diretto la Russia. Nel 2014, anche l’Unione Europea aveva sanzionati la Russia, sia sul fronte diplomatico che quello economico, e la Russia ha risposto con delle controsanzioni, ed il risultato più rivelante è stato quello di creare un clima simile a quello della “guerra fredda”.

Non ne hanno dimostrato l’efficacia, nemmeno i provvedimenti presi contro la Crimea, in quanto la politica del Cremlino non è certo cambiata, come ha sottolineato in una sua tesi Nicholas Mulder, che in un suo libro ha citato diversi casi in cui sono stati sanzionati dei paesi, come l’Iran, a cui l’amministrazione Obama aveva cancellato le sanzioni in cambio di concessioni. Infatti, le sanzioni sono sempre troppo deboli e vuote, perché i risultati siano effettive. Altri studi, invece, hanno dimostrato che queste penalità di sono dimostrate valide sono in una percentuale che va dal 5 al 30 %.

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