Dal 1 gennaio 2018 non è stato più possibile vendere i liquidi delle sigarette elettroniche online, infatti, per volontà del governo italiano, i liquidi delle e-cig sono diventati monopolio di Stato, mediante una norma inserita all’interno della legge di Bilancio approvata a dicembre. Ma quali sono le conseguenze di questo decreto, sia attuali che nel futuro? Analizziamole in questo articolo.

Innanzitutto, bisogna sapere che per chi non rispetta la normativa sono previste pene severe, che arrivano fino a 40.000 euro, per reato di contrabbando di tabacchi. Ma non è questa la conseguenza peggiore, infatti, i prezzi dei liquidi sono letteralmente schizzati alle stelle: in alcuni casi, per una boccetta di circa 10 ml vi è stato un aumento di 4 euro rispetto a quanto si vendeva online!

Come spiegato su questo articolo di Repubblica.it, gli aumenti potrebbero mettere a dura prova l’intero settore dello svapo, infatti, mediante la vendita online, la spesa media di uno svapatore era molto più bassa e, nel tempo, molti fumatori della sigaretta classica sono passati a quella elettronica proprio per questo motivo. Questa nuova legge, invece, potrebbe disincentivarne l’uso.

La norma è stata inserita per: “regolamentare un settore che rischiava di trasformarsi in una giungla nella quale ognuno poteva fare quello che voleva senza curarsi delle questioni di salute pubblica o della tutela dei minori nell’accesso a tali prodotti”. Inizialmente, il divieto era previsto solo per i liquidi senza nicotina, ma alla fine è stato esteso anche ai liquidi senza nicotina.

Una delle peggiori conseguenze di questa legge, come sottolineato dal direttore commerciale di Vaper Style ai nostri microfoni, è relativa ai posti di lavoro che rischiano di perdere gli impiegati degli e-commerce, ma anche dei piccoli negozi. Infatti, afferma: “mediante questa legge che all’apparenza potrebbe favorire i piccoli commercianti a scapito delle grandi aziende, in realtà non li favorisce affatto”, tutto ciò potrebbe essere vero se si considera che l’aumento dei costi dovuto al monopolio di stato è molto elevato: verrà applicata un’imposta di consumo di 0,39344 euro più Iva per ogni millilitro.

Sono molte le aziende del settore che in questi giorni si stanno informando presso i propri uffici legali per iniziare delle battaglie giudiziarie. Che la diatriba sia appena iniziata?

Passiamo ora a vedere le conseguenze positive di questa legge, i  sono i tabaccai, i quali affermano che ora è presente una regolamentazione che non era mai esistita in questo settore ed a loro avviso tutela sia la salute pubblica che le casse dello Stato. Le conseguenze positive, previste dal governo, per il futuro sono le seguenti:

  • Maggiore controllo sulle autorizzazioni. Già da aprile l’Aams dovrà effettuare dei controlli ai commercianti, i quali dovranno dimostrare di essere in regola, onde evitare la revoca.
  • Diminuzione dell’evasione. Mediante il decreto legge si prevede di diminuire l’evasione fiscale intorno al commercio dei liquidi, soprattutto quelli provenienti dall’estero, difficili da tracciare.

Dunque, se da una parte i commercianti online sono nettamente contrari a tale normativa, il governo è fiero di aver regolamentato il settore. Che sia solo una trovata per rimpinguare le casse dello Stato senza pensare ai consumatori, in primis, ed ai commercianti che avevano aziende il cui core business era la vendita online dei liquidi? Oppure è una manovra realmente utile che permetterà un controllo migliore ed avrà una ricaduta positiva sul tessuto sociale italiano? Lo scopriremo nei prossimi mesi.