Quello che doveva essere uno dei primi weekend più liberi e spensierati dopo il lockdown, si è trasformato in una terribile tragedia. Nella giornata di domenica 23 maggio, è infatti precipitata una cabina della funivia Stresa-Mottarone, causando ben 14 vittime. Le immagini sono a dir poco agghiaccianti e dei 15 passeggeri che si trovavano all’interno della cabina, si è salvato solo un bimbo, rimasto ormai orfano dei genitori e del fratello. Al momento la procura sta indagando sull’accaduto per chiarire cosa sia successo e di chi sia la responsabilità della tragedia.

Tragedia sulla funivia Stresa- Mottarone

Quello che per molti doveva essere un weekend di svago e finalmente di libertà dopo molti mesi chiusi in casa a causa del lockdown, si è trasformato in una terribile tragedia. Durante una delle salite, la funivia Stresa- Mottarone ha letteralmente perso una delle cabine che è caduta a terra schiantandosi e finendo in pezzi. Quindici erano gli sfortunati passeggeri che viaggiavano sulla cabina, ignari del loro triste destino.

Dalle prime ricostruzioni si sa che la fune dell’impianto ha ceduto a circa 100 metri di distanza dall’ultimo pilone, poco prima di arrivare in vetta. Quello era uno dei punti più alti di tutta la funivia, dove quest’ultima si stacca molto di più da terra rispetto ad altri punti. Il personale del soccorso alpino e i vigili del fuoco sopraggiunti, si sono trovati dinanzi uno scenario davvero terribile.

La cabina, dopo aver violentemente impattato a terra, è poi rotolata per diversi metri sbalzando fuori alcuni dei passeggeri, ormai senza vita. Sono otto le persone recuperate nel bosco e sbalzate fuori dalla cabina, dove sono stati trovati gli altri cinque corpi senza vita. Gli unici superstiti erano due bambini, immediatamente portati a Torino al Regina Margherita. Il più grande dei due è morto in serata per le gravissime lesioni riportate, mentre il piccolo ancora combatte tra la vita e la morte.

Le indagini per omicidio colposo

Dopo la tragedia l’impianto è stato immediatamente posto sotto sequestro per fare i dovuti accertamenti e chiarire l’accaduto. E’ la Procura della città di Verbania ad aver messo il sequestro, come chiarisce il comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania, il tenente colonnello Giorgio Santacroce. Al momento si indaga con l’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, anche se bisogna chiarire le responsabilità.

Molti sono i turisti che hanno raccontato di aver incrociato sulla loro strada proprio quella cabina che ha subito la caduta e di essere la loro volta rimasti sospesi nel vuoto in attesa. Un attesa infinita, per una salvezza del tutto casuale che nessuno di loro sarà mai in grado di dimenticare. Così come tutta la comunità di Verbania che si stringe attorno alle vittime e alle loro famiglie, in attesa di avere giustizia.

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