In questi mesi difficili per tutto il mondo, c’è stato davvero poco spazio per parlare di altro che non fosse la pandemia di Coronavirus. Questo virus terribile partito dalla città cinese di Wuhan e che ha invaso tutto il mondo, ha davvero messo in secondo piano le vite di tutti. La priorità era quella di riuscire a fermare il contagio e di salvare quante più persone possibile. Per far questo è stato necessario un lockdown lungo e difficile che ha obbligato gli stati a scegliere fra salute ed economia, per privilegiare in modo assolutamente necessario la prima. In questo momento in cui, però, il contagio sta regredendo e la vita sta tornando pian piano a far capolino, si pongono altri quesiti lavorativi e non. Un campo molto colpito che ha il doppio risvolto economico e sociale è di certo quello del settore turismo.

I settori da cui deve ripartire l’economia

Tutto il mondo sta patendo l’epidemia di Coronavirus dal punto di vista sanitario ed economico, ma quello che più ci riguarda è naturalmente il quadro europeo. In una Europa che sta cercando, dopo molta fatica e molte incomprensioni, di essere davvero unita contro il virus, iniziano ad emergere i primi problemi e le prime regolamentazioni per il controllo dell’economia.

Molti sono i settori importanti che hanno avuto un a battuta d’arresto davvero terribile a causa di questo Coronavirus, ma uno molto importante è il settore del turismo. Il settore turistico è uno dei pilastri fondanti dell’economia italiana ed europea e contribuisce per ben il 10% del PIL europeo. Un numero spaventosamente importante per un settore che ha sofferto e che soprattutto è destinato a soffrire per ancora molti mesi.

Il problema turistico, infatti, non si limita ai mesi di stop forzato ormai andati persi, ma rischia di protrarsi per un tempo ancora indefinito. Molte sono le attività legate al settore turistico che hanno difficoltà nell’essere svolte nel rispetto delle misure di sicurezza anti-contagio e che rischiano di saltare e non solo in Italia.

Un’estate all’insegna del Coronavirus

Quella che sta arrivando sarà un’estate austera e che rischia di non essere per nulla ristoratrice dopo le terribili fatiche già sopportate. Le misure precauzionali rischiano, in moltissimi casi, di non essere applicabili e quindi di non permettere lo svolgimento di alcune attività. Le vacanze al mare rischiano di saltare. Gli scenari che potrebbero aprirsi sono davvero difficili e assurdi da immaginare. Senza pensare a ciò che significa per tutte le strutture alberghiere in giro per l’Italia.

La stagione rischia di saltare completamente con perdite ingentissime e il rischio che molte attività chiudano. Un rischio da evitare e che presuppone che vengano presi provvedimenti importanti non solo in Italia, ma a livello europeo. Un grande problema che si pone con la stagione estiva, infatti, è la mobilità tra stato e stato. Di conseguenza la possibilità di andare in villeggiatura all’estero.

E’ questo il tema spinosissimo su cui si sta ragionando in questi giorni e che deve cercare una soluzione cautelativa per tutti. Non si sa se ci possa essere una differenziazione tra stati o regioni con un contagio minore. In quel caso la proposta è che ci possa essere la stessa libera circolazione e gli stessi vincoli, per gli stati che hanno lo stesso livello di contagio. E’ importante che ci sia uniformità nella regolamentazione, affinché nessuno sia penalizzato.

L’importanza che assumono quest’anno le vacanze

Se un periodo di vacanza e di relax è sempre importante per rinfrancar lo spirito e per riposarsi, è ancora più fondamentale che ci sia quest’anno. Un anno complicato per tutti, che vede in questa estate un punto di ripartenza e cesura con questa prima metà di anno davvero difficile. Un momento in cui più che mai, le vacanze vogliono davvero dire “staccare”.

poter tornare a viaggiare, a muoversi, a vedere posti nuovi o a trovarne altri vecchi, sarebbe importantissimo. L’economia gioverebbe da tutto questo, ma non solo. Un grandissimo aiuto l’avrebbe anche la nostra mente, che troverebbe davvero la forza di ricominciare e andare avanti.

Se alcuni hanno sopportato meglio la reclusione, per molti è stata davvero uno scoglio difficile da superare e che rischia di diventare una palla al piede per il futuro. Non basta solamente riaprire per lasciarsi alle spalle tutto il disagio e il senso di solitudine che hanno portato questi mesi. Il diritto alla vacanza deve essere ora e più che mai esercitato al massimo delle possibilità.

Il lavoro per garantire la possibilità di movimento è un tassello fondamentale perchè la società di lavoratori, non è altro che una società di uomini e donne. Uomini e donne che hanno bisogno, prima di tutto il resto, di riappropriarsi della loro vita e delle loro libertà per tornare al lavoro e per poter davvero contribuire al meglio alla collettività e alla ripartenza.

Il diritto sacrosanto al lavoro viaggia di pari passo con il diritto sacrosanto alla vita. L’uno dipende dall’altro e ognuno di loro è imprescindibile. E’ necessario nutrire ogni parte di noi come esseri umani per poter dare il meglio in qualunque campo. Il diritto a viaggiare, ad incontrarsi con l’altro ad aprire le frontiere, è un diritto e anche un dovere.

Avere una mente aperta, viaggiare e poter dare spazio al cuore e alla mente sono concetti fondamentali. Essi sembrano molto lontani dall’economia e dai banali numeri di crescita del PIL, ma non è affatto così. Cercare soluzioni per tornare a viaggiare è assolutamente necessario per uscire da questi mesi di isolamento fisico e mentale. Questo per poter tornare nella società al meglio.

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