Bambini senza vaccini? Si torna a casa e in tutta Italia. Sono decine i casi registrati negli ultimi giorni: 4 a Milano, 4 a Sulmona, 3 nel Lazio, qualche decina in Sardegna e l’elenco è destinato ad arricchirsi con il passare dei giorni. Proprio mentre l’Istituto superiore di sanità annuncia che l’obiettivo della nuova legge sui vaccini è stato raggiunto e le coperture vaccinali sono sopra il 95%, le scuole stanno mettendo in pratica la legge voluta dal Ministro della Salute uscente, Beatrice Lorenzin. Nonostante le proteste per via delle disposizioni che non tutti ritengono essere chiarissime, è stato dunque rispettato il termine del 10 marzo per la presentazione della documentazione relativa all’adempimento degli obblighi vaccinali per le famiglie , che vale per tutte le Regioni. Così come valgono per ogni regione anche tutti i bonus e le promozioni dei casino online scovati da Casinoguru.it.

Ovviamente, il numero di bambini non ancora in regola è esiguo un po’ in tutte le zone d’Italia, ragion per cui si sta tentando in ogni caso l’approccio conciliante. Quando ciò non è possibile, purtroppo, i bambini devono essere rispediti a casa, come prevede il protocollo . In alcune zone, ci son ostate delle proroghe da parte delle autorità locali competenti, come il caso del Friuli Venezia Giulia, regione dotata di anagrafe vaccinale e che “ha diramato un protocollo in cui invitava le scuole a non escludere dopo il 10 marzo nessun bambino iscritto ai nidi e agli istituti dell’infanzia e dava tempo fino al 10 maggio alle aziende sanitarie per trasmettere i dati sulle vaccinazioni avvenute alle segreterie delle scuole”.

In casi come questo, dunque, i bambini non tornano a casa, ma rimane una sorta di “limbo”, poiché non è ancora chiaro se prevale l’indicazione a carattere nazionale oppure quella regionale. Quando a non essere vaccinati sono quelli più grandi, invece, studenti di età compresa tra 7 e 16 anni, non ci sono stop didattici ma sanzioni ai genitori che possono arrivare fino a 500 euro. La scuola, del resto deve unire e non dividere, ed è per questo motivo che il Moige invita i presidi a non trasformarsi in sceriffi pur di far rispettare la legge Lorenzin, altrimenti “si rischia una caccia all’untore verso i bambini non vaccinati che è inaccettabile. Le privacy sanitarie a carico di minori vengono disattese con provvedimenti di espulsione che diventano necessariamente pubblici a danno dei minori”.

Bimbi non vaccinati a casa: si muove il Codacons

In questo contesto, si sta muovendo anche il Codacons, associazione di consumatori che diffida le Asl di tutta Italia e presenta esposto in ben 104 Procure della Repubblica “affinché siano pienamente tutelati i diritti delle famiglie e si evitino abusi sui dati sensibili dei minori”. Al momento, comunque, non si segnalano esclusioni dalle attività didattiche a Roma, nel Trentino e in Emilia-Romagna, mentre altrove i genitori di bambini non vaccinati e respinti dalle scuole hanno annunciato azioni legali per ottenere la riammissione e gli eventuali danni arrecati.