Finalmente dopo nove anni di attesa è arrivato il via libera dalla Corte dei Conti per l’aumento dello stipendio dei dipendenti statali.

L’ammontare della somma è di 85 euro lordi per tutti i dipendenti statali ad eccezione dei dipendenti della sanità e degli enti locali.

Questo accordo era già stato raggiunto a dicembre e mancava solo l’approvazione finale e dunque gli arretrati del mese di gennaio verranno corrisposti ai dipendenti nello stipendio che percepiranno nel mese di febbraio e la somma comprenderà una fascia che varia dai 370 ai 712 euro con una media di 492 euro lordi l’uno mentre gli aumenti di 85 euro dovrebbero trovare retribuzione a marzo per quanto riguarda le buste paga di dipendenti Inps, Inail,agenzie fiscali e ministeri.

L’accordo è stato firmato per la parte statale da Aran, l’agenzia che ha provveduto alla contrattazione della ministra Marianna Madia, e da Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Cisal.

L’accordo è stato raggiunto e siglato per circa due milioni di dipendenti statali, mentre per gli altri comparti manca ancora il via definitivo atteso nei prossimi mesi.

 

Mancano ancora all’appello i contributi per le funzioni centrali ovvero per tutti coloro che fanno parte di forze armate, polizia e sicurezza che in totale sono circa 450.000, a cui si aggiungono i 35.000 vigili del fuoco e oltre un milione di dipendenti di scuole di vario grado, Afam e enti di ricerca.

L’accordo per gli enti sanitari, invece, non è ancora stato raggiunto ma si pensa di riuscire a raggiungere un accordo prima della fine della legislatura.

Per le altre categorie sono previsti aumenti che variano dagli 84 euro per i vigili del fuoco, ai 63-117 euro per i funzionari pubblici, dove si prevede anche uno scatto di fascia tra 21 e 25 euro nella sezione più bassa.

Tutti gli arretrati previsti sono già compresi in quei 370-712 euro che verranno erogati nel mese di febbraio.