Una delle leggi più discusse è di certo la legge Fornero riguardante l’innalzamento dell’età pensionabile di uomini e donne.

Uno dei problemi direttamente collegati alla legge è l’immigrazione e il conseguente lavoro nero che porta con sé.

Emma Bonino è intervenuta in queste ore proprio a questo proposito ribadendo il concetto che l’immigrazione è una problematica che di certo andrebbe gestita in un certo modo ma che, comunque, non andrebbe gestita espellendo gli immigrati lavoratori ma regolarizzandoli.

Secondo la Bonino, infatti, la palude che si cela dietro lo sfruttamento dell’immigrazione e del lavoro nero, potrebbe subire un duro colpo se la gestione fosse differente e venissero regolarizzate molte posizioni.

La regolarizzazione degli immigrati vorrebbe dire la regolarizzazione del loro posto di lavoro e quindi una regolarizzazione finanziaria e contributiva che potrebbe andare a supplire alle problematiche pensionistiche presenti nel nostro paese.

La regolarizzazione porterebbe nelle casse dello stato introiti sufficienti per poter gestire tutto in modo efficiente e far si che vengano sottratti alla malavita una buona parte dei guadagni, diminuendo lo sfruttamento e facendo opera di integrazione.

Quello che auspica la Bonino è l’attuazione di questo programma di integrazione e regolarizzazione con conseguente diminuzione anche delle tasse.

Con il voto del prossimo 4 marzo le cose quasi certamente cambieranno e, a seconda di quale sarà la coalizione vincente, si avrà probabilmente una variazione della legge e anche una probabile presa di posizione sul tema immigrazione.

I venti non sono di certo favorevoli per un’integrazione completa, dal momento che già lo Ius Soli è stato respinto circa due mesi fa e quindi anche gli immigrati che avrebbero potuto regolarizzare la loro posizione sociale e di conseguenza quella lavorativa, non hanno potuto farlo.

Ci si augura che vengano presi presto provvedimenti che risolvano la situazione e che permettano a tutti di godere di un miglioramento sociale ed economico.