Nella serata di martedì 20 febbraio 2018 a Palermo è stato malmenato Massimo Ursino, il dirigente del partito di estrema destra Forza Nuova.

Sei persone avrebbero accerchiato Ursino cogliendolo di sorpresa, legandolo mani e piedi con nastro adesivo e iniziando a malmenarlo senza che lui avesse possibilità alcuna di reagire.

Il fatto non è avvenuto in una delle vie della periferia di Palermo ma nella centralissima Via Dante, nel bel mezzo del traffico cittadino.

I testimoni, infatti, indicano i sei aggressori con volto coperto da una sciarpa, in compagnia di una ragazza che avrebbe ripreso tutta la scena con il telefonino probabilmente per poi metterla in rete su qualche piattaforma.

I sei aggressori, dopo aver abbandonato a terra Ursino sanguinante, sono fuggiti.

Massimo Ursino è stato poi prontamente soccorso e portato in ospedale dopo gli sono stati riscontrati degli ematomi su tutto il corpo nonché una frattura al naso e probabilmente anche alla spalla.

L’aggressione è stata dopo poco rivendicata con un comunicato a tutte le reti e gli enti locali affermando quanto la presenza, a Palermo e in Italia, di esponenti della fazione di Ursino possano seriamente portare ad una nuova ondata di fascismo che comprometterebbe i diritti civili acquisiti fino a questo momento e che, l’unica strada, è far soccombere il fascismo tramite duri attacchi antifascisti, come questo.

Sul fatto che probabilmente esista una nuova estrema destra, forse nostalgica del ventennio fascista, che vorrebbe portare avanti ideali che probabilmente inneggia ma non conosce davvero, è difficile dissentire poiché ogni giorno sono sempre di più le prese di posizione a favore di un fascismo che dovrebbe essere morto e sepolto da decenni.

Quello che c’è però da chiedersi è se abbia senso combattere la violenza con la violenza, e se coloro che si definiscono antifascisti e portano avanti questa ideologia in modo pacifico, siano contenti dell’aggressione avvenuta che, comunque, non va mai giustificata.

Forse le idee andrebbero combattute con le idee e non con la violenza.