Amina è una neonata affetta da una grave patologia cardiaca. Per questo motivo l’unica via di salvezza era prendere il volo aereo da Tunisi a Milano. I genitori avevano deciso di portarla al Policlinico San Donato di Milano, dove i medici l’avrebbero sottoposta ad un’operazione complessa e di prima urgenza. L’aereo ha però ritardato e l’ossigeno per la bambina è esaurito portando la piccola verso una morte incombente. Un eroe però si fa avanti e la salva.
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Amina
L’aereo in ritardo
I medici hanno dato ai genitori delle bombole di ossigeno grazie alle quali durante il viaggio la bambina sarebbe sopravvissuta. Queste bombole erano contate, ma nessuno ha immaginato che l’areo sarebbe potuto arrivare in ritardo. Questo è infatti partito in ritardo, quattro ore dopo dall’ora prevista. La bambina ha rischiato di morire per il fatto che le bombole finissero prima del dovuto.
Partito l’aereo, ad Amina è rimasta una bombola di ossigeno che le sarebbe bastata per circa 90 minuti e non di più. Il volo però sarebbe durato ancora 100 minuti circa. Attimi di panico per i genitori e il medico curante che seguiva in prima persona la vicenda, Alessandro Frigiola, il quale ha chiesto al pilota di accelerare qual’ora fosse possibile. Un altro problema si aggiunge ai precedenti, la temperatura corporea della bambina si abbassa moltissimo aumentando il rischio che il cuore si fermasse, ma non vi era una culla termica.
Momenti di paura e di speranza
Frigiola, il medico che si è occupato di accompagnare nel viaggio Amina e i suoi genitori, vista la situazione ha chiesto di nuovo al personale aiuta, questa volta chiedendo di alzare il riscaldamento per aiutare la bambina a farcela. Tutti i passeggeri, nonostante sudassero molto, sono rimasti disponibile per cercare di contribuire ad aiutare la piccola.
Il personale dell’aereo è stato molto efficiente e il volo è durato 85 minuti. Momenti e attimi di paura, tensione per tutto l’aereo, ma che alla fine ha portato a qualcosa di buono. Amina è arrivata sana e salva ed è riuscita ad essere sottoposta ad intervento qualche ora successiva. I medici dell’ospedale hanno rimosso l‘atresia, ossia la valvola del cuore chiusa, che non mandava sangue ai polmoni. Frigiola si è dimostrato un grande medico che nei prossimi periodi si occuperà di seguire la piccola nuovamente.
