Il Lago Stagnone è una delle risorse più importanti presente nei dintorni di Marsala da molti punti di vista. Questo specchi d’acqua non attrae, infatti solamente i turisti, ma può anche diventare importante per altre tipologie di progetti. Uno dei progetti di cui da tempo si discute riguardo il Lago Stagnone è Acqua.Sal, progetto che mira a portare l’itticoltura nel lago. Tuttavia non tutti i pareri sono a favore, anzi. Chi si è opposto a questo progetto è stato anche niente meno che Slow Food.

Cos’è il progetto Acqua.Sal

Acqua.Sal è un progetto mirato a rilanciare il Lago Stagnone e soprattutto a renderlo utile come luogo adatto all’itticoltura. In realtà il progetto non prevede solamente l’allevamento di pesci utile per il commercio, ma anche per la sperimentazione di nuove alghe e altre piante marine che possono essere molto utili per la ricerca cosmetica.

Questo è un progetto che coinvolgerebbe molte persone e soprattutto moltissimi giovani che così non solo potrebbero lavorare ma avere una formazione sul campo. Quello su cui punta questo progetto è soprattutto l’innovazione e la possibilità anche di studiare alghe no-food, molto utili per la cosmesi e soprattutto redditizie.

Questo ambizioso progetto, però, non trova l’accordo di alcune parti, tra cui il primo cittadino Alberto Di Girolamo e soprattutto Legambiente.

Le perplessità sul progetto

Il sindaco Alberto Di Girolamo ha espresso qualche perplessità riguardo all’entità della spesa e all’effettivo progetto. Il primo cittadino è stato critico soprattutto perché non sembra che le idee sul da farsi siano ben chiare definendo il tutto assai nebuloso. Come idea di certo può essere molto valida, ma l’applicazione non sembra essere delle migliori.

Gli investimenti da fare sarebbero pari a 1.2 milioni di euro e dunque una fetta davvero importantissima di budget per la città che potrebbe essere utilizzato in modo differente. Per utilizzare una cifra simile sarebbe necessario avere le idee ben chiare ed essere sicuri di ciò che si vuole veramente fare. Le buone intenzioni non bastano, poiché servono progetti che possano portare ad un guadagno concreto.
Alle sue perplessità si unisce poi un fragoroso no da parte di Legambiente che critica fortemente questa tipologia di utilizzo del Lago Stagnone. In questo modo il lago rischia di impoverirsi per uno sfruttamento intensivo, in contrapposizione con la condotta Slow Food che  professa la città di Marsala. Da questo lato, dunque, il supporto non c’è e la risposta è pressoché negativa.
E’ di certo necessario tracciare ancora le linee concrete del progetto Acqua.Sal per poter davvero decidere ma le premesse non sono le migliori. E’ probabile che si decida di rimandare ancora di qualche anno questo progetto per poter effettivamente strutturarlo meglio. Al momento però non ci sono ancora conferme ufficiali sul da farsi.

 

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