dopo tre mesi di carcere, Ahed Tamimi, la giovane ragazza che diede uno schiaffo ad un soldato israeliano ha deciso di patteggiare.

Quali sono i fatti

Ahed Tamimi è una ragazza palestinese di 17 anni che con un gesto forse sbagliato ma semplice e diretto aveva cercato di respingere un soldato israeliano.

Questo gesto provocatorio è arrivato solo dopo l’invasione in territorio palestinese, in Cisgiordania, dopo l’occupazione avvenuta da parte dell’esercito di Gerusalemme.

I soldati hanno invaso il territorio e bloccato la porta di casa di Ahed che, come unica colpa, ha avuto quella di aver reagito a quella violenza con un gesto di paura e ribellione.

La famiglia Tamini era in quel punto strategico proprio per protestare contro l’esercito israeliano ma pacificamente.

I soldati non hanno varcato la soglia del suo appartamento ma hanno costantemente controllato gli spostamenti e l’attività della famiglia.

Sentendosi braccata e sotto controllo costante, Ahed, non ha trattenuto un impeto di rabbia schiaffeggiando il soldato.

Quest’unico gesto fatto da una ragazza la cui famiglia era “sotto assedio” è stato condannato con 8 mesi di carcere.

Perché Ahed ha scelto di patteggiare?

Dopo un primo momento di detenzione, durato tre mesi, Ahed è stata definitivamente condannata a 11 mesi di detenzione.

Il procuratore è riuscito a far cadere in questi mesi otto dei dodici capi di accusa.

Nel frattempo, in questi mesi, la ragazza è diventata il simbolo della resistenza palestinese all’invasione israeliana ma, tuttavia, Ahed ha dovuto dichiararsi colpevole e patteggiare.

Questo è accaduto perché non aveva alcuna scelta.

Le possibilità di essere scagionata e difesa non c’erano e contro l’arma israeliana non avrebbe di certo avuto la meglio.

Il rischio era un ulteriore aggravarsi della sua posizione che, quindi, era meglio bloccare fin dall’inizio.

Ahed avrà ancora otto mesi di carcere da scontare ma, di certo, il suo gesto rimarrà il simbolo di una ribellione legittima contro una sanguinosa guerra ingiusta e fratricida.