Si interrompe- almeno per il momento- la serie positiva fatta segnare da Amazon, negli ultimi otto anni, attraverso continue assunzioni di personale. Anche la più ramificata Internet company a livello globale sente l’esigenza di difendere e meglio investire i suoi introiti e e per questo provvederà nei prossimi mesi a tagliare centinaia di posti di lavoro. Le indiscrezioni sono state confermate direttamente dalla società, che ha Jeff Bezos come Presidente ed Amministratore Delegato.

Nonostante le posizioni lavorative aperte siano ben 12mila in tutto il mondo, Amazon ha talmente aumentato il numero dei suoi dipendenti (passando 5mila alle 40mila unità soltanto a Seattle) da dover iniziare a fare a meno di alcuni di essi per poter rientrare nei limiti del budget e limitare le spese relativamente ad alcune voci del bilancio. I tagli previsti verranno fatti a livello mondiale, ma saranno soprattutto i lavoratori della sede di Seattle (Stati Uniti d’America) a subire le decisioni dell’azienda.

I tagli, che saranno centinaia, non sono dei veri e propri tagli dovuti alla crisi economica. Anzi. Amazon ha intenzione di assumere, ma in modo tale da fare delle riduzioni mirate di personale in certi settori e di rinforzare con nuove assunzioni ambiti in cui si investirà maggiormente in futuro, come quelle dell’assistente digitale Alexa e dell’intrattenimento digitale (al momento, giudicate come attività di mercato più redditizie).

La notizia, dapprima partita dalle pagine del Seattle Times, non è solo stata confermata dall’azienda tramite una nota: pare che già siano arrivate le notifiche di licenziamento ai dipendenti in questione. Quest’ultima indiscrezione viene data per certa dalla CNN. Tuttavia, nella stessa diffusa dalla società si può leggere che si sta cercando di far qualcosa per non dover mandare via i lavoratori colpiti dai tagli: “(…) Per i lavoratori impattati (dai tagli) lavoriamo per cercare posizioni nelle aree in cui stiamo assumendo”.