A distanza di un mese esatto dal malore che l’aveva costretto al ricovero d0’urgenza in ospedale, è morto Andrea Camilleri. Lo scrittore di 93 anni si è spento alle 8.20 di questo 17 giugno 2019 lasciando un grandissimo vuoto per i suoi familiari e il suo pubblico. Pubblico che tanto ha amato il suo Commissario Montalbano e i suoi libri.

E’ morto Andrea Camilleri

La morte a 93 anni, di certo, non arriva inaspettata, seppur un po’ lo sia sempre. Lo è stata anche e soprattutto in questo caso, quando ad andarsene è uno dei personaggi che più ha influenzato la letteratura italiana contemporanea e che tanto ha fatto anche dal punto di vista umano e soprattutto sociale a tutti i livelli.

Camilleri aveva più volte anche attaccato questo governo e parlato di quanto fosse importante la comunicazione e soprattutto le parole che si usano. Recentemente in qualche intervista in televisione aveva sottolineato che “le parole sono pietre”, per indicare proprio ai giovani la via dell’espressione giusta e moderata. La parola quando usata bene è una salvezza, ma quando viene usata male è una rovina.

In questo momento di profonda crisi sociale e di odio verso il prossimo, Camilleri aveva lanciato un allarme importante. Allarme che contenevano i suoi messaggi anche e soprattutto a livello letterario. Camilleri, infatti, non si limitava alla scrittura, ma aveva in serbo ancora molti progetti che proprio in questi giorni avrebbe dovuto portare sulla scena.

L’ultimo progetto su Tiresia

Si sarebbe dovuto svolgere proprio qualche giorno fa alle Terme di Caracalla a Roma, l’ultimo progetto che vedeva Camilleri come unico protagonista. Progetto che lo vedeva protagonista assoluto nel raccontare le visioni dell’indovino cieco Tiresia, protagonista del suo ultimo libro. Questo era un progetto a cui Camilleri teneva molto anche a livello simbolico, proprio per sottolineare quanto gli occhi siano inutili se non si impara a guardare con il cuore.

Tiresia, di certo, era l’allegoria perfetta di un Camilleri a cui negli anni è venuta a mancare la vista, ma solo negli occhi e non nel cuore o nel cervello. Il Maestro è rimasto lucido fino al giorno del malore in cui, un problema cardiaco, ha messo in crisi il suo fisico. Problema cardiaco che è rimasto stazionario per qualche tempo e che poi, purtroppo, nelle ultime ore è andato peggiorando fino alla morte.

Di Andrea Camilleri rimarrà tantissimo dal punto di vista drammaturgico, ma soprattutto dal punto di vista umano. Lo scrittore, nato nel periodo fascista, in questi anni ha sottolineato come il nostro paese stia progressivamente tornando pericolosamente indietro a quelle idee. Il suo è un monito che resterà nel tempo e soprattutto nel cervello e nel cuore di tutti coloro che amavano non solo i suoi arguti personaggi ma la sua sagace intelligenza.

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