Anche l’India ha una sua tradizione di arti marziali, ed una delle più diffuse è la Kalaripayattu, che è tra le più antiche al mondo. Ma quali tecniche comprende? Ci sono dei corsi da poter seguire in Italia?

La Kalaripayattu

Questa arte marziale originaria di Kerala, stato dell’India meridionale, ha delle radici antiche, che risalgono alla tradizione vedica, circa di 3500 anni, e comprende concetti della danza indiana, dello yoga e anche della medicina ayurvedica. Letteralmente, essa significa “pratica dell’arte del combattimento”, e si cerca di usare come mezzo di difesa.

La pratica di questa arte marziale richiede un lavoro notevole sul proprio corpo, che va reso più forte, ma anche flessibile, con l’hatha yoga e i metodi di respirazione. La sua tecnica si basa, essenzialmente, su movimenti veloci e salti a lungo raggio, e proprio per via dell’elasticità prevede anche calci forti a breve distanza. Viene usata anche per motivi terapeutici, in quanto i 108 centri di energia del corpo umano, chiamati Marma, vengono attivati grazie a a delle forme di meditazione e preghiera che si fa prima di quest’arte marziale.

Nei combattimenti veri e proprio, possono anche essere usati diversi tipi di armi, come coltelli, bastoni, spade, lame, fruste metalliche e, in alcuni casi, anche il fuoco. C’è chi considera la Kalaripayattu la madre delle arti marziali orientali, perché si racconta che un monaco indiano, Bodhidarma, nei suoi viaggi, l’avesse appresa e poi insegnata ai monaci Shaolin in Cina.

Gli stili

La Kalaripayattu prevede tre diversi stili principali, ovvero:

  • la Vadakkan, che è la preparazione di base, in cui si imparano ad usare tecniche dell’uso delle gambe e dei salti, ed era lo stile dei Nair, guerrieri della zona del Kerala, da dove viene la pratica;
  • la Madhya, al centro della pratica, in cui si comincia a prendere confidenza con le armi, oltre che con altre tecniche più avanzate, e si lavora soprattutto sulle gambe;
  • la Thekkan, in cui la preparazione di base si basa su tecniche delle braccia, prediligendo in particolare la circolazione, e i suoi principi si basano sulla medicina e filosofia Siddha.

Sono quattro le discipline fondamentali di questa pratica, ovvero il combattimento a mani nude, quello con bastano di bambù, quello che prevede l’uso di armi e le tecniche segrete in cui si colpiscono i punti vitali.

Dove poter imparare la Kalaripayattu

Anche se ancora non è molto diffusa in Italia, per la penisola si possono trovare alcuni centri o palestre che tengono corsi di Kalaripayattu. Uno di questi è il Kyem, che in realtà è un’associazione che diffonde alcune pratiche orientali e tiene corsi e seminari su di essi, soprattutto in Toscana. Per saperne di più, si può visitare il suo sito ufficiale e controllare il calendario degli eventi.

Non si può dire che questa arte marziale abbia dei corsi veri e propri nelle palestre, in cui si pratica, ma queste e altre associazioni che trattano di filosofie orientali possono tenere seminari, come la Kyem o l’Emagister.

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