Sebastiano Tusa

L’avventura di Vittorio Sgarbi al timone dell’Assessorato dei Beni Culturali in Sicilia, iniziata a novembre all’indomani dell’elezione del governo Musumeci, si è conclusa nel peggiore dei modi. Sarà Sebastiano Tusa, volto noto dell’archeologia siciliana, a prendere il suo posto.

Sebastiano Tusa nuovo Assessore?

Al momento, la notizia che vorrebbe Sebastiano Tusa come nuovo Assessore dei Beni Culturali non è stata confermata e non è stata smentita dal diretto interessato. Tusa si è limitato a dire di non aver ancora parlato né con Sgarbi né col Presidente della Regione. Fatto sta che i rumors sulla sua elezione si stanno facendo sempre più insistenti e lo stesso Sgarbi ha dichiarato che proprio a lui passerà le consegne entro Pasqua. La figura di Sebastiano Tusa, in questo contesto, sarebbe più che gradita: si tratta un professionista che di fatto è anche un tecnico e che è ben visto da Nello Musumeci, al quale è già stato politicamente legato (già nel 2012 Alessandro Aricò, che aspirava a diventare sindaco di Palermo, lo aveva nominato di Assessore alla Cultura per Diventerà bellissima).

Vittorio Sgarbi

Sebastiano Tusa: chi è il potenziale successore di Sgarbi

Sebastiano Tusa è, per dirla in maniera un po’ impropria, un “figlio d’arte”: anche il padre, Vincenzo Tusa (scomparso nel 2009), è stato un celebre archeologo. Il neo Assessore ai Beni Culturali in Sicilia vanta una lunga carriera che si è concentrata su diversi ambiti, quali l’insegnamento (è professore di Paleontologia) e lo svolgimento dell’attività sul campo che da qualche anno ha lasciato. Negli anni ’90 Sebastiano Tusa è stato  responsabile della sezione archeologica presso il Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. Inoltre, ha diretto scavi archeologici in quel di Pantelleria (2003) e a Mozia (2005). Dal 2010 lavora come dirigente inseno all’Assessorato dei Beni Culturali e dal 2012 è Sovrintendente del Mare della Regione Sicilia (carica già ricoperta nel 2004). Al suo attivo, oltre a numerosi articoli scientifici, c’è la pubblicazione di sette volumi che hanno come unica protagonista l’indagine archeologica in territorio siciliano.