Man mano che si va avanti nello sviluppo tecnologico si cerca di guardare sempre di più ad uno sviluppo e una progettazione ecosostenibile.

Il problema dell’eco sostenibilità non è affatto nuovo ma, anzi, è almeno una decina di anni che i governi hanno stipulato accordi affinché il futuro fosse davvero “verde”.

La preoccupazione nasce dal progressivo surriscaldamento globale che incide in modo pesantemente negativo sull’ecosistema mondiale.

Ad ogni latitudine, il risultato della poca accortezza dei decenni precedenti, ha purtroppo dato i suoi frutti.

Ad ogni livello l’inquinamento ambientale ha generato effetti davvero devastanti, sia per gli animali e l’ambiente, sia per gli umani.

L’inquinamento incide sempre di più sul benessere degli esseri umani e sulla loro vita e soprattutto sulla loro sopravvivenza.

Non è un segreto che moltissime malattie provengano dall’alto tasso di inquinamento.

Il progressivo innalzamento delle temperature che non riesce più a garantire il corretto equilibrio ambientale.

Grazie al Protocollo di Kioto, i governi mondiali, hanno stipulato un accordo secondo cui nel 2020, i combustibili fossili devono essere ridotti.

Un futuro verde

Nelle intenzioni dei governi c’è proprio la volontà di agire alla radice del problema e di andare a lavorare dall’interno per creare qualcosa di veramente innovativo ed eco sostenibile.

La tecnologia è stata messa per la gran parte a disposizione nuovi progetti industriali che andassero a cambiare il modo di vivere delle persone.

L’intento non è quello di trovare una soluzione al problema ma di eliminare completamente il problema alla radice e, per farlo, occorre ragionare in termini ampi ed essere lungimiranti.

In particolar modo il responsabile maggiore di questo inquinamento è il combustibile fossile.

Le benzine fossili, se abbinate ad una progressiva sproporzione tra quantità di auto ed esseri umani, hanno portato a risultati davvero devastanti.

Si è, dunque, andati ad agire proprio su questo punto cercando una soluzione al problema.

La soluzione tecnologica migliore è stata di certo quella di optare per combustibili eco sostenibili, i cosiddetti biocarburanti.

I biocarburanti sono “benzine” derivanti interamente da materiali biologici e che avessero un processo di produzione meno inquinante e più sostenibile.

L’evoluzione dei biocarburanti

Inizialmente questo futuro “verde”, vedeva processi per produrre biocarburanti portati avanti grazie all’utilizzo di materiale di prima generazione.

Negli ultimi anni, però, si è riusciti a far progredire la tecnologia e si è giunti alla produzione di biocarburanti di seconda generazione.

Cosa cambia?

La differenza tra i due è sostanziale a livello di processo industriale ed ecosostenibilità.

Nel caso dei carburanti di prima generazione, i materiali utilizzati nel processo industriale,in realtà potrebbero essere utilizzati per il sostentamento della popolazione.

Di questa categoria fanno parte i cereali, le barbabietole e molte altre varianti che, però, vengono sottratte all’utilizzo umano.

I carburanti di seconda generazione, invece, sfruttano solo scarti alimentari altrimenti non utilizzabili.

Un esempio sono l’arundo, un’erba infestante, gli scarti della paglia di riso e frumento e molti altri biomateriali.

Sebbene i processi siano già partiti e gli studi sul campo già fatti, la “benzina verde” è ancora molto costosa e i processi devono essere implementati e migliorati.

Sicuramente, però, la tecnologia sta andando in quella direzione.

E’ molto importante che si arrivi ad una vera e nuova “rivoluzione industriale” per poter sopravvivere in modo più sano e salvaguardare l’ambiente e la salute.