La situazione dei mercati criptovalutari e in particolare la struttura tecnica dei prezzi di Bitcoin, in qualità di benchmark del settore, continuano a tenere con il fiato sospeso gli addetti ai lavori: è dal bottom di metà Giugno che le quotazioni della valuta virtuale più importante in assoluto sono riuscite a stabilizzarsi in un’area di congestione compresa tra 18000 e 21500 dollari; nel corso dell’anno si era già osservata altre volte la formazione di un pattern di questo tipo, ma in ogni circostanza la rottura al ribasso del canale laterale aveva sancito il termine dell’ennesima distribuzione, mentre al momento i prezzi sono riusciti a spingersi al di sopra della parte alta della figura.

Secondo la maggior parte degli analisti è ancora presto per la conferma di un’inversione di tendenza nel medio termine; tuttavia la configurazione in corrispondenza dei massimi del precedente ciclo rialzista – culminato nel gennaio 2017- impone quantomeno un’attenta riflessione.

Inoltre, dopo diverso tempo, si torna a parlare del progetto al di fuori del ristretto ambito degli investimenti: recentemente era girata insistentemente una notizia secondo cui a breve un paese arabo avrebbe adottato il Bitcoin come divisa parallela alla valuta il fiat. Ebbene il Principe serbo Filip Karađorđević, se da un lato ha smentito prontamente tale indiscrezione, dall’altro ha aggiunto che però è solo questione di tempo prima che tutti i governi adottino BTC come moneta in corso legale; le tempistiche non sono certo individuabili, ma la transizione verso il modello appena descritto sembrerebbe ad oggi inevitabile. Naturalmente ciò non avrà effetti immediati sul valore dell’asset.

Come osservano gli esperti di criptovalute.io, portale specializzato in nuove tecnologie, è più sensato in questa fase monitorare le notizie del settore che quotidianamente sono riportate sul sito: qui puoi controllare l’andamento del bitcoin proprio in funzione dei mover più importanti e attuare la strategia di investimento che meglio si sposa con il tuo profilo.

Bitcoin: come scegli l’intermediario finanziario

Quando si investe in Bitcoin -e in tutte le altre valute digitali-, a seconda del tipo di approccio operativo si intenda attuare, è necessario scegliere uno specifico canale di accesso al mercato. L’opzione che prevede i costi commissionali più vantaggiosi a fronte di una valida infrastruttura tecnologica, per disporre le operazioni di compravendita, è rappresentata di sicuro dai servizi degli intermediari attivi sulle piazze di scambio over the counter: le figure di riferimento in quest’ambito sono i broker online e gli exchange di criptovalute.

Prima di evidenziare le peculiarità di ciascun soggetto, è opportuno precisare che, scegliendo un broker, i risparmiatori possono godere delle forme di tutela imposte dalle Autorità di Vigilanza.

I CFD su Bitcoin offerti dai broker online

I broker online consentono di negoziare Bitcoin attraverso una tipologia di derivati conosciuti con il nome di CFD. Questi Contratti replicano il prezzo di un sottostante e prevedono esclusivamente operatività con il margine bloccato, pertanto se da un lato implementano lo short selling e la leva finanziaria, essenziali per la speculazione di breve termine, dall’altro sono gravati dalle commissioni di rollover, generate dal mantenimento di una posizione aperta overnight.

Inoltre molto spesso questo modello di accesso al mercato non permette di trattare token di progetti nati da poco e quindi poco capitalizzati.

Bitcoin e gli exchange di ciptovaluta

L’acquisto diretto di Bitcoin può essere effettuato invece sugli exchange di criptovaluta: in questo caso, tuttavia, è necessario avere target rialzisti, in quanto questo tipo di intermediari non offrono la vendita allo scoperto però, non richiedendo nemmeno il blocco del margine, sono estremamente funzionali per la costruzione di strategie buy and hold.

Consultando con attenzione il ricco materiale informativo presente sul portale criptovalute.io, si possono trovare alcuni approfondimenti su società del settore che offrono contemporaneamente sia la negoziazione dei Contratti per Differenza su BTC sia l’acquisto dell’asset digitale in DMA.

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