Alla fine di giugno, è stata lanciata una nuova iniziativa, ovvero una petizione per iscriversi in automatico al registro nazionale dei donatori di midollo osseo attraverso un disegno di legge. Ma perché questa iniziativa è importante? Cosa dicono i dati?

La donazione

Donare il midollo osseo è importare perché i pazienti che hanno bisogno di un trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE), che si trova anche nel sangue periferico e nel sangue cordonale, e tale procedura può curare chi è affetto da leucemia che da altri malattie onco-ematologiche che colpiscono il midollo osseo. Generalmente, si cerca tra i parenti del paziente, ma se nessuno è compatibile in modo sufficiente, ci si rivolge al centro trapianti, ossia Ibmdr, fondato nel 1989. A supportare l’iscrizione a questo registro, oggi è anche l’ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo), nata nel 1990 allo scopo di informare la popolazione sulla donazione di midollo osseo.

Il midollo osseo viene prelevato dal donatore tramite aferesi, ossia dal braccio e attraverso una centrifuga, che isola e raccoglie in un sacco la componente cellulare. Nel 10 % dei casi il prelievo avviene da un osso dell’anca, la cresta iliaca. Tale donazione si può fare anche sei volte l’anno, e al registro si possono iscrivere uomini e donne dai 18 ai 35 anni, e possono passare anni prima che una persona venga chiamata, in quanto la compatibilità con uno sconosciuto è di uno su centomila.

La petizione e l’appello alle istituzioni

La donazione di midollo osseo, in Italia, è ancora bassa perché c’è poca informazione. Attualmente, sono circa 460000 i donatori di midollo osseo iscritti all’Ibmdr. Numeri simili sono presenti in paesi come Spagna, Portogallo, Olanda e Francia. I paesi che hanno il maggior numero di donatori, invece, sono Stati Uniti, Germania, Brasile e Regno Unito.

A lanciare la petizione per approvare un disegno di legge sulla registrazione automatica di donatori di midollo osseo è stata Sara Calzavacca, sopravvissuta proprio grazie al trapianto di midollo. In un’intervista ha raccontato di come il donatore, di cui non conosce il nome, le abbia permesso di guarire e tornare a vivere, aggiungendo che “donare non diventerebbe obbligatorio, ma sarebbe sempre e comunque una scelta del singolo cittadino, che però porterebbe a salvare la vita di tantissime altre persone. Ancora oggi in troppi pensano che donare il midollo sia rischioso, doloroso, potenzialmente letale”.

L’appello a questa petizione, dovrebbe servire prima di tutto a informare sulla donazione, in quanto le persone siano convinte che sia doloroso, e si potrebbe ricevere un supporto nel velocizzazione le procedure di tipizzazione dei potenziali donatori”. Allo Stato si chiede di fare campagne di sensibilizzazione, iscrivendo in automatico i donatori a diciotto anni, anche se la scelta spetta sempre ai singoli soggetti, che comunque vengono protetti dall’anonimato e sono informati sulle procedure sanitarie.

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