I dati giornalieri sull’evoluzione del coronavirus lasciano di certo qualche speranza e mostrano un lentissimo miglioramento. Tuttavia non si può però essere così fiduciosi sulla fine delle misure restrittive. Se martedì primo Aprile il presidente Giuseppe Conte ha prolungato le misure restrittive fino al 13 aprile, le indicazioni per il blocco fanno pensare ad un prolungamento. Le informazioni che vengono date in ultima istanza proprio in queste ore dal capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, sembrano andare in un’altra direzione.

L’intervista ad Angelo Borrelli

Il capo della Protezione Civile Borrelli, non ha mai smentito ciò che ha sempre sostenuto, ovvero che le misure restrittive devono essere valutate ogni due settimane. Questo avviene perché due settimane è il tempo di incubazione del virus. Di conseguenza una stima più corretta degli effettivi contagi avviene solo a distanza di due settimane. Dalle indicazioni che il governo aveva immediatamente seguito con il primo decreto e con quelli successivi.

L’ultimo in ordine di tempo è arrivato il primo Aprile, dove il Premier Conte ha comunicato che la quarantena al momento viene prolungata fino a dopo Pasqua. In seguito si valuterà di volta in volta la possibilità o meno di riaprire.

Una possibilità che di certo i più esperti già avevano escluso dati alla mano, ma che ad oggi diventa effettivamente sempre più lontana. Le misure restrittive stanno di certo funzionando, solamente che ci si trova in una situazione di plateaux. Situazione che man mano si sta prolungando nel tempo prima e che prima di una decina di giorni sembra non destinata a scendere.

L’inizio della possibile discesa

Se la paura primaria è stata fortunatamente scongiurata e il picco vero e proprio è stato raggiunto e finalmente gli ospedali, anche se per poco, riescono a respirare, la situazione è ancora molto critica. Si è infatti raggiunto il plateaux di contagi, ma tuttavia la stabilità di questo plateaux ci dà anche un termine ben preciso del fatto che l’inizio vero e proprio di una discesa si potrà vedere tra circa una decina di giorni. Questo è decisamente un tempo molto più lungo di quello che si pensava all’inizio. Soprattutto quello che davvero preoccupa Borrelli e gli esperti del settore, è però una possibile ondata di ritorno che rischia di essere anche peggiore di quella primaria.

E’ infatti necessario attendere che l’epidemia passi e che quindi man mano si esaurisca in modo abbastanza completo per dire di essere fuori pericolo.  Questo è molto importante proprio per non rendere vano tutto lo sforzo che gli italiani stanno facendo in questo momento. Ovviamente non si riesce a dare una data precisa affinchè questa emergenza possa in qualche modo rientrare e possa essere messo un freno alla quarantena. L’unica cosa che si è sentito di dire il responsabile Borrelli, e’ che probabilmente questo periodo proseguirà fino ai primi giorni di maggio.

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