Questi sono giorni davvero storici per la scienza e per tutti coloro che la amano. Proprio ieri è giunta dallo spazio profondo la foto di un buco nero. Per la prima volta nella storia è stato fotografato un buco nero, questo meraviglioso e oscuro oggetto che ingloba materia e che è stato descritto circa 100 anni fa da Einstein e in seguito da Stephen Hawking.

La foto del secolo

La foto arrivata fino a noi cambierà davvero la storia e la scienza. Quella fatta è la prima immagine che ritrae un qualcosa di semplicemente ipotizzato, seppur con grande probabilità di esistenza, ma che fino ad ora si era solo immaginato. Questo immenso gorgo che ingloba dentro di se tutta la materia grazie alla fortissima forza di gravità finalmente è stato svelato.

Il buco è nero perché oltre ad inglobare materia ingloba energia e luce e dunque non è in grado di emetterla ma solo di assorbirla. Questo straordinario risultato che cambierà la storia è stato svelato grazie alla collaborazione di molte equipe e soprattutto ad una serie di telescopi che sono riusciti a ritrarlo. Questa foto, però, è quello che il buco nero era 55 milioni di anni fa e non come è oggi. Questo avviene perché la sua luce ha impiegato questo lunghissimo arco di tempo per raggiungerci.

Com’è un buco nero

Dall’immagine che ci è arrivata possiamo vedere questo immenso gorgo nero circondato da una sorta di anello luminoso. Questo anello giallo-arancione non è altro che gas ad altissima temperatura che sta cadendo all’interno di questo vero e proprio mostro cosmico. Quello ripreso è il momento in cui il buco nero inghiotte questo gas.

La massa di questo buco nero ha una dimensione pari a 4 miliardi di stelle che hanno la dimensione del sole. Esso si trova al centro della galassia che prende il nome di Messier 87 (M87), che si trova esattamente in quello definito come ammasso della Vergine. La sua distanza è di 55 milioni di anni luce rispetto a noi.

Questa foto, oltre a rappresentare il buco nero 55 milioni di anni fa, è anche una foto frutto di elaborazioni di più immagini. Non era possibile scattare una foto come a qualunque altro corpo celeste ma era necessario unire più immagini dello stesso. Questo è quello che avviene quando si devono fotografare più corpi celesti. Non è possibile fare una foto unica come se il corpo celeste si trovasse ad una distanza comunque raggiungibile, come ad esempio uno dei nostri pianeti.

Per foto di questo tipo è necessaria l’unione di più immagini che possano dare una visione globale dell’oggetto cosmico in questione una volta unite. Il risultato non è solamente straordinario, ma storico. La scienza continua ma su un’altra strada di cui prima si poteva solamente immaginare la via.

Ti è piaciuto l'articolo?
[Total: 0 Average: 0]