Per ogni dipendente il momento della pausa pranzo rappresenta il momento di relax e di rinvigorimento delle proprie energie, dopo una mattinata intensa di lavoro. La maggior parte lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato consumano alimenti e bevande, prodotti di gastronomia o da supermercato, usufruendo dei buoni pasto. Cosa prevede la legge in materia di deducibilità dei buoni pasto? È possibile detrarli dalle tasse?

Buoni pasto: normativa fiscale

I buoni si presentano in formato cartaceo o elettronico, sono personali e non possono essere convertiti in moneta. Ma come funzionano dal punto di vista fiscale? Non si registra alcuna imposizione fiscale nel caso di buoni cartacei fino al valore massimo di 5,29 euro, ed in quello di buoni elettronici fini al limite di 7 euro.

Quindi, per essi, entro i limiti sopra indicati, non è prevista alcuna tassazione o contribuzione, semplicemente perché rappresentano un servizio sostitutivo di mensa. Superati i limiti indicati, invece, sono tassati regolarmente.

È possibile detrarre l’IVA? Con la legge n.133/2008, l’IVA è totalmente detraibile: ogni struttura alimentare, ristorante, tavola calda, etc. è comunque tenuta ad emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale per il corrispettivo ricevuto tramite buono pasto, eventualmente integrato con la differenza tra il costo della consumazione e il valore riportato sul ticket.

Buoni Pasto: come contabilizzarli nel Bilancio del datore di lavoro?

Diverso è ciò che riguarda i datori di lavoro, in quanto il costo dei buoni deve rientrare regolarmente – dal punto di vista contabile – nella sezione dedicata ai costi di Bilancio, relativamente alle prestazioni di servizi che riguardano il personale.

L’acquisto dei buoni pasto presso la società che si occupa della loro emissione, prevede che l’IVA applicata sconti un’aliquota pari al 4% per il datore di lavoro mentre, se la convenzione riguarda un rapporto di lavoro tra la società emittente ed un pubblico esercizio, l’aliquota IVA è pari al 10%.

I Buoni Pasto sono soggetti all’IRES?

Cosa prevede la normativa fiscale in merito alla possibilità di assoggettare i buoni pasto a imposte dirette quali l’IRES? Dato che i ticket rientrano tra le voci di costo del personale (Conto economico del Bilancio del Datore di lavoro), essi sono deducibili al 100% per le aziende ai fini IRAP e IRES.

A chiarirlo è anche una Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che spiega che la totale deducibilità dipende dal semplice fatto che si tratta di un “servizio sostitutivo di mensa”, complesso non riducibile alla semplice somministrazione di alimenti e bevande (cfr. Circ. IRDCEC n.9/IR del 27/4/2009).

Per i titolari di Partita IVA come i freelancer, i Liberi Professionisti, i lavoratori autonomi, le ditte individuali, gli artigiani, etc., il costo per l’acquisto dei buoni pasto è deducibile al 75% per un importo massimo pari al 2% del fatturato.

Si ricorda che i buoni pasto sono esenti dai contributi previdenziali e assistenziali, non costituiscono reddito da lavoro dipendente (articolo 51 del TUIR).

Pertanto, i buoni pasti si configurano positivamente sia per il datore di lavoro sia per i lavoratori dipendenti che ne avranno comunque diritto, anche nel caso in cui siano assunti a tempo determinato o parziale.

 

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