Da quando è stato emesso il reddito di cittadinanza non sono mancate di certo le truffe relative ad esso, e le critiche da parte del mondo politico. Ma come si può rimediare a questi problemi?

I casi di truffa

Tra i casi inerenti alle truffe sul reddito di cittadinanza, si può citare il caso dei 140 stranieri proveniente da ventidue paesi extra europei, provenienti per lo più dall’Africa, che secondo la squadra mobile di Cagliari avrebbero intascato quattro milioni di euro senza averne diritto. Le indagini sono partite all’inizio del 2022, coordinate dal dirigente del capoluogo sardo, Fabrizio Mustaro, che verificando la posizione di 620 stranieri che chiedevano la regolarizzazione in Italia, si è scoperto che alcuni di loro percepivano il reddito di cittadinanza senza avere un permesso di soggiorno valido. In collaborazione con l’INPS, sono state avviate le indagini e la frode è sta scoperta.

Sempre nello stesso periodo di questa indagine, la polizia postale della Liguria ha individuato undici truffatori, che si sono scoperti dei facoltosi possidenti, tra i 35 e i 40 anni, maestri della truffa, che vivevano in lussuose ville in Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il reddito di cittadinanza avrebbe fruttato loro 500000 euro.

Anche a Napoli, 1204 persone hanno percepito indebitamento il reddito di cittadinanza, tra il novembre del 2021 e l’aprile del 2022, e l’ammontare di tale truffa ha superato i sei milioni e mezzo di euro.

Le critiche della politica

Chi dichiara il falso per ottenere il reddito di cittadinanza rischia dai due ai sei anni di reclusione, il riconoscimento del reato di truffa aggravata e l’obbligo di restituire le somme percepite, con la revoca del reddito. Ciò, tuttavia, non sembra bastare ad alcuni politici, ed è noto che il partito di Italia Viva vuole abolire questo reddito.

Matteo Renzi, in merito alla questione, ha dichiarato che “il reddito di cittadinanza è quanto di più diseducativo ci sia oggi in questo Paese, educa soprattutto le giovani generazioni del Sud a non pensare in grande, ma ad accontentarsi e magari anche ad avere un voto di scambio con il leader di turno”. Così dal 15 giugno del 2022 si comincerà a raccogliere le firme per abolire il reddito.

Anche Matteo Salvini ha chiesto al premier Mario Draghi di cambiare in maniera radicale il reddito di cittadinanza, in quanto rischia di diventare uno strumento per la disoccupazione ed il lavoro il nero. Dello stesso parere è il Ministro del Turismo, Massimo Garvaglia, che vuole rivedere il funzionamento del reddito a causa della carenza di lavoratori nel settore turistico.

Diversa è la posizione di Andrea Orlando, ministro del Lavoro, secondo il quale il reddito di cittadinanza è stato di supporto al paese durante la pandemia, evitando così che si sia andato a creare un disastro di carattere sociale, ma ciò non toglie che possa essere migliorato.

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