Già da alcuni anni imprenditori e ricercatori stanno realizzando in laboratorio della carne artificiale, o carne coltivata, e vista la necessità di abbattere la quantità di gas serra, ideare della carne in laboratorio, anziché allevare un animale, sempre un’opzione più praticabile per ottenere del cibo proteico. Ma come si ottiene questa carne? Quali sono i suoi effettivi vantaggi?

Come si produce

Inizialmente, la produzione di questa carne, iniziata del 2001, era volta per produrre cibo per gli astronauti nello spazio e nel 2013 si ottenne il primo hamburger prodotto in laboratorio. Per ottenere questo tipo di carne, si sta già usando una tecnica di medicina rigenerativa, con quale si prelevano delle cellule da un muscolo vivente, e poi si coltiva in un bioreattore, che riproduce le stesse condizioni che si possono ritrovare nel corpo dell’animale, come la temperatura o il PH. Con una miscela di nutrienti, le cellule dela carne si moltiplicano e su scala industriale, con questo metodo, si può arrivare a produrre 10000 chili di carne.

In pratica, delle cellule possono diventare un hamburger nel giro di poche settimane (da una cellula si possono ottenere 10000 chili di di carne, e quindi 80000 hamburger), mentre per la normale crescita di un bovino occorrerebbe un anno e mezzo.

I vantaggi e svantaggi

Sono diversi i motivi per cui si dovrebbe optare per la carne prodotta in laboratorio: innanzitutto, ridurrebbe il gas serra, e si sa che l’allevamento produce il 14,5 % di questi gas, e si può risparmiare acqua, in quanto per gli allevamento si consumano circa 11500 litri per un chilo di carne bovina, mentre la carne coltiva richiede tra i 367 e 521 litri di acqua per ogni chilo. Non bisogna dimenticare nemmeno che gli allenamenti intensivi, oltre a tenere gli animali in condizioni di tortura, richiede che vengano somministrati loro degli antibiotici, in quanto possono essere fonti di epidemie, mentre nel caso della carne coltivata non servono.

Certo, anche la produzione di questa carne ha dei risvolti negativi. Infatti, la sua produzione ha un costo non indifferente, ed il primo hamburger creato nel 2013 in laboratorio aveva un prezzo pari a 280,40 dollari. Sebbene sia simile, le proprietà organolettiche non sono uguali a quella della carne tradizionale, e su questo punto i laboratori stanno ancora lavorando, e ancora non si possono conoscere i valori nutrizionali di questo cibo sintetico, e quindi bisogna anche valutare l’influenza che avrà sulla salute delle persone.

Secondo gli ultimi dati, oggi sono 25 paesi e 107 società che si stanno occupando della ricerca e della produzione sulla carne sintetica. In Europa, per la verità, sono 29 questi paesi e tra questi c’è l’Italia, anche se c’è solo una start up trentina ad occuparsene. Nel 2021, per questa produzione, sono stati investiti circa 1,38 miliardi di dollari, e fra gli investitori si possono includere Bill Gates, Leonardo di Caprio e giganti dell’industria alimentare, come la Kellogg’s.

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