Con l’andare del tempo si verificano sempre più casi di allergie talvolta non ben specificate e a volte , invece, molto conosciute. E’ il caso della celiachia che negli ultimi anni si sta verificando sempre più spesso. Moltissimi sono i casi di celiachia che colpiscono i bambini già dalla tenera età non consentendo di assumere glutine.Molto spesso, se scoperta in tarda età, ha già compromesso in parte l’organismo che ormai si trova assuefatto e non riesce più a funzionare al meglio. La celiachia è proprio un’infiammazione dell’intestino dovuta alla reazione di intolleranza al glutine. Solitamente chi è celiaco ha problemi digestivi e a livello intestinale anche importanti e fastidiosi. Se non immediatamente riconosciuta il fastidio che può provocare è davvero tanto. Inoltre se non si riesce subito a risalire al problema si rischia di avere un peggioramento delle condizioni che portano ad una dieta molto drastica, almeno nelle prime fasi.

Il glutine purtroppo è un elemento presente in moltissimi alimenti che, anche in piccola parte, provoca fastidio a chi è intollerante. In questi casi si parla di intolleranza e non allergia perché l’intolleranza provoca fastidio e scompenso intestinale, mentre la reazione allergica può avere anche conseguenze molto gravi.

Molto si è cercato di fare negli anni per provare ad arginare un problema sempre più frequente. Il primo passo è stato di certo quello di adeguare la cucina. Moltissime sono le aziende che hanno iniziato a produrre alimenti senza glutine per venire incontro alle esigenze di chi è celiaco. Tuttavia anche la ricerca sta facendo passi avanti per trovare una soluzione.

Terapia per la celiachia

All’Università di Padova è stato portato avanti un progetto di studio internazionale che avrebbe portato ad ottime conclusioni sulla celiachia. Gli studi dei ricercatori hanno portato alla scoperta di una molecola chimica che sarebbe in grado di proteggere l’organismo, in particolar modo le cellule dell’intestino, dal glutine.

Questa molecola, l’Ivacaftor, sarebbe in grado di “schermare” le cellule intestinali permettendo al glutine di transitare senza provocare danni. Questo studio  pubblicato su The Embo Journal prende il nome di “A pathogenic role for cystic fibrosis transmembrane conductance regulator in celiac disease”. Questo studio è stato portato avanti per uno studio su pazienti affetti da fibrosi cistica. Grazie all’Ivacaftor si è in grado dunque di andare a proteggere l’organismo da questa malattia autoimmune.

In questo modo l’organismo potrà essere rinforzato sia grazie a questo farmaco che non produce la reazione autoimmune e conseguentemente all’assunzione di molti più alimenti. Questo studio potrebbe davvero migliorare la vita di moltissime persone affette da celiachia che magari sono anche cagionevoli di salute. Questo studio è di certo un ottimo risultato e un punto di partenza per poter curare moltissime altre patologie collegate per rendere la vita migliore.

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