Un team di esperti di medicina hanno svolto negli Stati Uniti delle ricerche ed hanno scoperto che i cibi senza glutine potrebbero far male ai non celiaci. Molti pensano che seguire una dieta senza glutine, evitando il grano, l’orzo e la segale può portare dei benefici invece fa più male che bene. Di recente il cibo senza glutine è diventato sempre più popolare tra le persone non celiache, le quali percepiscono tali alimenti come sani. L’anno scorso, le vendite di questi prodotti sono infatti aumentate del 12,6 percento rispetto agli altri contenenti il glutine. Nonostante quello che è stato dichiarato in passato, di recente i ricercatori hanno rivelato che consumare glutine non causa malattie cardiovascolari. Gli esperti hanno poi aggiunto che i non celiaci non devono assolutamente privarsi del glutine per prevenire le malattie al cuore perché si otterrebbe il risultato opposto.

Cos’è la celiachia?

La celiachia è una condizione che colpisce l’un percento della popolazione. Il glutine innesca una reazione dell’intestino tenue che impedisce l’assorbimento dei nutrienti e distrugge la mucosa intestinale. I sintomi di tale condizione sono: nausea, dolori allo stomaco, gonfiore, diarrea, feci molle, costipazione, dimagrimento, anemia e perdita di capelli. La celiachia si trasmette per via genetica, ma non si manifesta immediatamente. Spesso le persone si accorgono di essere celiache anche dopo parecchi anni o dopo un intervento o una gravidanza. Qualche anno fa, nel British Medical Journal è stato riportato che secondo molti medici il glutine aumenta il rischio di obesità, della sindrome metabolica, di sintomi neuropsichiatrici ed aumenta il rischio di malattie cardiovascolari in persone sane. Di conseguenza le diete che limitano l’assunzione di glutine hanno guadagnato parecchia popolarità.

Qual è parere degli esperti nutrizionisti?

Di recente, un team di tredici scienziati delle università di Harvard e della Columbia di New York hanno svolto delle ricerche in merito. Hanno dichiarato che le diete senza glutine non dovrebbero essere raccomandate a persone non celiache. Secondo una ricerca, negli Stati Uniti quasi il trenta percento degli adulti ha dichiarato di aver ridotto o addirittura di aver direttamente eliminato i cibi contenenti il glutine. I ricercatori hanno analizzato dei dati che vanno dal 1986 al 2010 di oltre 100.000 statunitensi che non avessero una storia di malattie al cuore. Al termine della ricerca hanno scoperto che non vi è alcuna associazione significativa tra l’assunzione di glutine ed il rischio di malattie coronariche. Le persone non celiache che decidono di non consumare cereali integrali e quindi il glutine sono più esposte alla mancanza di alcune oligoelementi e vitamine, essenziali per l’organismo.