Il cioccolato "Tastami"

Il cioccolato “Tastami” nasce in Sicilia grazie ad un progetto portato avanti da Design Meets Sicily. Il progetto in questione prevede la realizzazione di cioccolatini che possano far riscoprire l’antica produzione artigianale siciliana che si è contraddistinta nei decenni nella lavorazione di tante materie prime. In molti casi le produzioni artigianali della Sicilia oggi fanno parte di tradizioni ormai relegate nel tempo passato e che sempre più spesso sono protagoniste di esposizione museali volte alla loro riscoperta. Non è un caso se i cioccolatini “Tastami” verranno realizzati con il cioccolato di Modica, famoso anche fuori dai confini dell’isola e protagonista del Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica nato nel 2003.

Il cioccolato “Tastami”: perché nasce

Il progetto nasce con l’intenzione di celebrare la maestria artigianale dei maestri siciliani e porta con sé il senso di una riscoperta culturale di mestieri e di attrezzi del mestiere che oggi, grazie (o a causa) della costante crescita tecnologica, sono stati meccanizzati. Il nome di questo lavoro di food design, presentato dall’architetto Salvatore Spataro, vuole richiamare alla mente non soltanto il dialetto isolano ma anche il verbo inglese “To taste”. È un vero e proprio invito all’assaggio di cioccolatini che sono destinati a richiamare delle usanze che si stanno via via perdendo, o di cui comunque solo le persone più anziane sono dirette testimoni oculari. I cioccolatini sono esposti, per adesso, presso il Museo del Cioccolato di Modica.

Il cioccolato “Tastami”: come nasce

Il cioccolato “Tastami” sarà costituito da 9 cioccolatini che verranno realizzati con il cioccolato di Modica, noto per la sua particolare lavorazione a freddo. Esattamente come il cioccolato modicano, simbolo identificante di quel ramo produttivo della Sicilia che si dedica alla produzione del cioccolato, i cioccolatini saranno grezzi e granulosi al contatto con la lingua. Sarà con la loro forma che ricorderanno diversi attrezzi del mestiere utilizzati dagli artigiani. Si andrà dalla maidda (attrezzo utilizzato nella lavorazione del pane) al càntaro (vaso da notte), dalla cavagna (piccolo contenitore per il trasporto della ricotta) alla nassa (trappole per i pesci costruite in vimini), dal cafiso (unità di misura per l’olio d’oliva) al cannistro (cestino realizzato con canne), dal truppietto (trottola di legno) al bummulu (contenitore di terracotta che mantiene la freschezza dell’acqua). Il raccogli fico, un attrezzo utile per la raccolta del suddetto frutto, concluderà la serie.