Bruttissime notizie per tutti i giovani che desiderino lavorare nel campo della cultura italiana. Nel Paese che ha messo in fila tutti gli altri per il più alto numero di siti UNESCO ufficialmente riconosciuti non c’è spazio per i professionisti della cultura. A dirlo è uno studio condotto dall’Eurostat: In Italia soltanto il 3,4% dei lavoratori è impiegato nel settore culturale.

L’Ufficio Statistico dell’Unione Europea ha dato un quadro impietoso della situazione degli addetti alla cultura in Italia. Il nostro Paese è al 19esimo posto su 28 Paesi dell’Unione e la scandalosa classifica ha fatto parlare di paradosso, proprio visto e considerato la mole di patrimonio culturale di cui potrebbe disporre il Belpaese per creare una ricchezza economica che di fatto non c’è. Il quadro è ancora più oscuro se si considerano i dati sul personale laureato o comunque in possesso di un certo tipo di formazione: si parla di una quota inferiore  al 50% del personale. Peggio dell’Italia soltanto Malta.

Sicuramente il tutto viene ulteriormente aggravato da molte lacune esistenti in Italia a livello legislativo, come il mancato riconoscimento a norma di legge di molte categorie professionali; lacune che spesso costringono chi si è formato nel campo della cultura a guardare altrove per cercare un posto di lavoro che offra maggiori garanzie e che dia meno senso di precarietà. Non di rado, si tratta di lavori che vengono sottopagati o per il quale si rischia addirittura di non ricevere alcun compenso.

Last but not least, anche il volontariato culturale ha fatto la sua parte- in senso negativo- al fine di imboccare una strada che porterà ad una sempre maggiore svalutazione della dignità dei professionisti del settore. Per la cultura, ogni anno, vengono stanziati fondi irrisori e questo non consente di assumere nuovi esperti. Questo fa in modo di mettere la cosa nelle mani di quelle associazioni che a vario titolo impiegano risorse gratuite per lo svolgimento di compiti che spetterebbero a personale qualificato e retribuito.

Con la cultura si mangia? In Italia no, ma in Europa sì. Nel resto del continente sono circa 8,4 milioni gli impiegati che riescono a vivere grazie alla cultura. In testa alla statistica di sono Estonia e Lussemburgo. L’Italia si conferma non essere un Paese per giovani, soprattutto se specializzati nel settore culturale.