Di certo il “day after” è sempre difficile da digerire, soprattutto se l’evento in questione è uno degli eventi dell’anno, il concerto del Primo Maggio.

Anche quest’anno si è tenuto il mitico “concertone” in Piazza San Giovanni.

Davanti ad una platea di migliaia di persone hanno presentato l’evento Ambra Angiolini e Lodovico Guenzi de Lo Stato Sociale.

Di questo evento, già da prima che iniziasse, si è detto qualunque cosa ed ora è arrivato il momento giusto per tirare le somme.

Il concerto del Primo maggio visto da dentro

Sicuramente un po’ lo spirito dell’evento è andato perso negli anni.

Non si può dar completamente torto a chi critica alcune scelte autoriali utili solo per fare audience ma forse lo scopo di queste scelte è un altro.

E’ soprattutto ai giovani che questo concerto si è rivolto; quei giovani che così tanto hanno partecipato ma che, spesso, la festa dei lavoratori non possono festeggiarla.

Prima di criticare bisognerebbe pensare che moltissimi artisti, solo all’apparenza distanti dai valori di questa festa, hanno contribuito a dare visibilità all’evento.

Lo scopo ricercato oggi, infatti, non è solo più quello di festeggiare qualcosa di assodato, ma di far avvicinare i giovani a questa realtà.

Il messaggio inviato dagli organizzatori è proprio quello di sensibilizzazione alle condizioni dei lavoratori e soprattutto alle morti sul lavoro.

Mai come adesso si sente la necessità di riunirsi e combattere tutti insieme contro un sistema che ci vuole più furbi ma al tempo stesso più ingenui.

Un sistema che ci vuole più flessibili e disposti al sacrificio ma che ci mette in un angolo e che ci priva dei diritti essenziali del lavoratore.

Un momento di infinito silenzio, scoramento, tristezza, amarezza e rabbia l’ha di certo regalato Bianca Berlinguer.

La lettura è stata scritta da un cosiddetto “rider”.

I “rider” sono coloro che sono costretti a barattare i diritti e l’incolumità per portare un panino a noi seduti sul divano di casa troppo pigri per farcelo.

Lo spettacolo

Lo spettacolo sicuramente c’è stato.

Insieme a Sfera Ebbasta e compagnia ci sono anche gruppi che da sempre utilizzano la musica parlare di temi importanti, anche senza bisogno del palco del Primo Maggio.

Tra loro ci sono sicuramente gli Zen Circus, i Ministri e lo stesso Stato Sociale.

Lo Stato Sociale così fortemente criticato per essere diventato mainstream ma che, a dirla tutta, ha solo cambiato motivetto ma non di certo i contenuti, da sempre di valore.

E forse il messaggio è proprio questo: soffermiamoci sui contenuti, soffermiamoci sempre e soprattutto, soffermiamoci tutti.