Una delle divinità più importanti divinità della Fenicia era sicuramente Tanit, dea della fertilità e consorte di Baal. Ma cosa si sa di questa divinità? Qual è la sua storia?

La dea

Questa dea veniva associata ad altre dell’area mediterranea, come Astarte o Afrodite, e presso i fenici era la dea dell’amore e patrona di Cartagine, tanto che la sua effige veniva rappresentata sulle monete che circolavano nella città punica. Da delle scoperte archeologiche, sembra che a questa divinità venivano sacrificati piccoli animali e persino bambini. Tra queste scoperte, si possono citare delle urne che conteneva ossa di bambini bruciati nell’isola di Mozia, vicino Marsala, all’interno di simulacri dedicati alla dea.

Il rito di sacrificio di bambini, tuttavia, sempre che sia stato abbandonato dai fenici nel 480 a.C., dopo che i greci conquistarono Cartagine ed imposero loro di smettere. Tuttavia, il culto della dea sopravvisse, giungendo anche fino a Roma, sotto il regno di Settimio Severo, dove venne identificata come Giunone e Afrodite.

La regina Didone

Identificata con Tanit, fu la regina Didone, noto personaggio dell’Eneide, che si diceva avesse fondato Cartagine. Secondo la tradizione fenicia, il suo vero nome era Elissa, e giunse dalla Grecia perché perseguitata dal fratello Pigmalione, che le uccise il marito, sacerdote del dio Melkart, per impossessarsi dei suoi tesori, che la principessa portò con sé.

Furono gli indigeni dell’area africana in cui approdò che la chiamarono Didone, e le venne concesso dal re Iarba un pezzo di terra. La sua storia è ben descritta da Vergilio nella sua opere, ed è nota la fine tragica della sovrana, che si suicidò per amore di Enea. Si dice che dopo il suo regno, Cartagine divenne una repubblica.

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