Le Lega, ora al governo rappresentata nella figura del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha mostrato la volontà di ridare la sovranità popolare alle province. Secondo il leader del carroccio, infatti, ci sarebbe la volontà di “ripristinare la legalità costituzionale” e per farlo sarebbe necessario ridare il voto alle province.

Ad oggi, i cittadini, votano solo i sindaci ma non votano più per la direzione provinciale. Secondo la Lega, questo metodo, metterebbe il cittadino in una condizione di svantaggio, dal momento che non sarebbe in grado di votare per i suoi rappresentanti provinciali. La Lega ha da sempre giocato moltissimo su questo campo e, da sempre, ha combattuto affinché il cittadino potesse avere il potere diretto.

Le Province erano rimaste in qualche modo sospese perché si era parlato nel 2016 di abolizione delle stesse e, di conseguenza, con questa riforma il voto non sarebbe più stato necessario. Con la bocciatura, sempre nel 2016, del referendum, però le cose sono cambiate. Senza il passaggio del referendum, dunque, le province sono state in qualche modo rimesse in piedi seppur non con poche difficoltà.

Gli obiettivi della Lega

La Lega ha presentato in Senato una legge che preveda di “ripristinare la legalità costituzionale attraverso l’elezione diretta a suffragio universale del presidente e dei consiglieri della Provincia”. A firmare questo disegno di legge è stato Matteo Salvini insieme al Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio.

Questo provvedimento, però, non si trova fra i punti del contratto di governo che Lega e 5 stelle hanno stipulato quando hanno preso il potere. Tuttavia, questo provvedimento, era in programma da ben prima che il nuovo governo si formasse e la Lega lo ritiene un’assoluta priorità che deve essere discussa. Gli eventi successi in seguito sembrano non aver nessuna influenza su questo disegno di legge che, comunque, è stato presentato.

Ad oggi chi vota non sono i cittadini ma i sindaci eletti di ogni territorio. Il cittadino ha la facoltà di eleggere il proprio sindaco votando in modo diretto ma non i propri consiglieri regionali poiché sono scelti da questi ultimi. I sindaci, inoltre, sono anche gli unici che hanno la facoltà di candidarsi. Questo sistema era stato messo in piedi dal governo Renzi proprio per accompagnare all’abolizione definitiva delle province. Essendo caduto il governo Renzi è, ovviamente, decaduto anche questo progetto.

Salvini ha presentato questo progetto di ritorno delle province al Senato. Non resta che attendere anche un parere del Movimento 5 stelle in proposito.