Doppio cognome in Italia: ecco cosa cambia e che dice la legge

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Il 29 aprile 2022, il tribunale di Pesaro ha emesso che una bambina avrà il cognome del padre e della madre, sebbene il primo si sia opposto, e secondo il sindaco della città, Matteo Ricci, questa sentenza storico sarà un primo passo verso la parità. Ma cosa prevede la legge riguardo al doppio cognome?

Cosa prevede la legge

La prima a proporre di attribuire ad un figlio anche il cognome della madre è stata Iole Natoli, regista e scrittrice, che nel 1980 voleva attribuire il proprio cognome alle figlie, intentando una causa civile al Ministero dell’Interno, che non portò a risultati. In Italia la figura maschile ricoprire un ruolo preminente, e ciò si estendeva anche al livello sociale, e già molti anni prima del Bel Paese, in Europa altri stati avevano rinnovato il loro ordinamento per fare posto anche al cognome materno. Da citare è il caso della Spagna, in cui i figli portano il primo cognome di entrambi i genitori (rispettivamente il primo cognome del padre e della madre). Negli Stati Uniti, invece, il cognome della madre, a volte, diventa il secondo nome del figlio.

Nel 2014, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non aver consentito la possibilità ad entrambi i genitori di dare il cognome ai figli, ma solo nel 2016, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale numero 286 del 21 dicembre, si è dichiarata illegittima l’attribuzione automatica al padre.

Oggi, chi vuole attribuire il cognome materno e paterno al bambini, deve presentare dei requisiti, ovvero entrambi i genitori devono essere concordi per tale decisione, e non si può attribuire solo il cognome della madre. Si può dare il doppio cognome sia nel caso che la coppia sia sposata o sia una coppia di fatto, e tale norma è valida anche per le adozioni e per i bambini nati all’estero. L’accordo dei genitori può essere solo verbale ed il cognome della madre viene riportato dopo quello del padre.

Come aggiungere il cognome della madre

I requisiti a cui si è appena accennato sono validi quando si registra il nome del bambino al Comune, ma cosa fare se si vuole aggiungere il nome della madre dopo che tale registrazione è avvenuta?

Prima di tutto, si deve presentare la domanda al Prefetto della provincia del luogo di residenza, o comunque della nascita. Questa domanda dovrà essere firmata da entrambi i genitori, e si dovrà allegare anche una dichiarazione sostitutiva di certificazione per ciascun genitore, in cui si attesta il luogo, la data di nascita, la residenza e lo stato di famiglia, una fotocopia di un documento d’identità di entrambi i genitori, un’eventuale documentazione per sostenere i motivi della richiesta ed un assenso degli eventuali cointeressati, ed una marca da bollo di 16 euro. Nella richiesta si deve, comunque, aggiungere la motivazione.

Giuridicamente, l’aggiunta al cognome della madre non ha particolari conseguenze, se non che i genitori hanno entrambi parità all’interno del nucleo familiare, ed anche il codice fiscale del bambino rimane lo stesso.

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