L’alcolismo è un vero e proprio problema, che provoca danni sia fisici che psicologici. Ma quali sono gli effetti dell’alcol sul cervello? Che cosa bisogna fare per rimediare?

I danni celebrali dovuti all’alcol

L’alcol etilico, se assunto in dosi elevate, può considerato una vera e propria droga, tossica per l’organismo. Esso è capace di interferire con le vie di comunicazioni celebrali, e di conseguenza compromette le funzioni del cervello, portando l’alcolista non solo a non ragionare bene, ma anche a cambiamenti d’umore e di comportamento. Ciò porta anche a difficoltà motorie, visto che i tempi di reazione della mente sono ridotti, e ciò può verificarsi anche dopo un paio di bicchieri. Più si assume alcol, più il danno al cervello aumenta, e ciò porta a perdite di memoria e ad una condizione che potrebbe non guarire.

Quelli al cervello, tuttavia, sono solo una parte dei problemi che l’alcol può provocare all’organismo, e tra questi si possono includere:

  • problemi al fegato, in particolare alla cirrosi epatica;
  • patologie cardiocircolatorie, perché dilata il muscolo cardiaco e può causare problemi come tachicardia ed infarto;
  • tumori all’apparato digerente, e prima ancora ad infiammazioni dello stomaco;
  • ipertensione;
  • ictus;
  • problemi al feto, in gravidanza, ed aumenta anche il rischio di abortire;
  • calo della libido, e quindi impotenza ed inferilità;
  • disturbi di comportamento alimentare, come l’anoressia, in quanto l’alcol spinge a mangiare di meno;
  • depressione e psicosi.

Trattamenti

I danni celebrali dovuti all’alcol, purtroppo, non guariscono, e quindi è importante smettere di bere prima di provocare danni irreparabili. Per il problema dell’alcolismo, già nel 1935, sono nati gli alcolisti anonimi, dei gruppi di sostegno per chi è affetto da tale dipendenza. E’ importante, infatti, che il paziente si impegni a guarire per non avere ricadute e ricominciare a bere.

Oggi, poi, vengono prescritti dei farmaci, che affiancano la terapia psicologica. Ovviamente, i dosaggi di tali farmaci devono essere prescritti dai medici e tra questi si possono includere:

  • il calcio carbimide, che provoca degli effetti collaterali nel caso che il malato assuma alcolici, come nausea, vomito e mal di testa, in modo da indurre chi lo prende a non voler continuare a bere;
  • il Disulfiram, con gli stessi effetti del calcio carbimide, solo con quantità ed intensità più elevate. Di solito, di questo farmaco si inizia a prenderne 500 mg al giorno per le prime due settimane, per poi dimezzare tale dose in quelle successive;
  • l’Acamprosato, il cui principio attivo riduce la voglia di bere;
  • l’Ondansetrone, che in realtà viene prescritto per gli effetti dell’alcol, ovvero la nausea e il vomito.

Ci sono anche delle piante che possono aiutare contro l’alcolismo e i suoi effetti. Tra questi vi è il luppolo, che allevia i sintomi di astinenza, come l’ansia o l’irritazione, in modo da favorire il sonno, ma non si consiglia in caso di depressione, oppure la Khella, un’erba usata nella medicina ayurvedica che riduce i sintomi acuti e cronici del consumo di alcol, e si usa anche contro l’asma, o l’avena, che può aiutare a ripristinare il funzionamento dei nervi ed è un buon tonificante.

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