In questi periodi di crisi sempre più spesso si ha la tentazione o anche solo il pensiero di cambiare vita e trasferirsi all’estero.

Anche se non si ha una necessità particolare per questioni lavorative, molto spesso si prende in considerazione la possibilità di trasferirsi all’estero.

Questo avviene sia per poter avere una condizione lavorativa migliore che per poter sfruttare nuove opportunità sennò precluse.

Il quesito, infatti, è proprio questo.

Moltissimi sono i giovani che decidono di partire alla volta di un paese straniero per trovare fortuna.

Molto spesso, però, per ancora molti anni fanno i lavori più umili che forse potrebbero essere svolti anche in Italia.

Lo scontro ideologico avviene proprio su questo punto fra chi crede che andare all’estero anche a fare il cameriere serva, e chi invece non è per nulla convinto di questa soluzione.

Che in Italia le occasioni lavorative siano molto ridotte è purtroppo una verità assodata ma all’estero c’è davvero tutta questa possibilità di fare fortuna?

Il mito americano

Questa rinnovata volontà dell’italiano di dirigersi verso l’estero per avere un futuro migliore ha radici molto profonde.

Già in tempi lontani l’idea di trasferirsi in uno stato estero per “fare fortuna” era un’idea non remota e decisamente presa in considerazione da moltissimi.

La meta prediletta di un tempo era di certo l’America con la sua vastità incontrastata che dava quel senso di sicurezza e ricchezza che gli europei stavano cercando.

Ad oggi, nonostante il mito americano resista ancora e sempre, le mete più gettonate paiono trovarsi anche a pochi km da casa propria purché si possa valicare il confine di Stato.

L’idea di poter trovare un lavoro adeguato alle nostre possibilità e aspirazioni spesso ci spinge a varcare i confini italiani ma non sempre, a conti fatti, si riesce a realizzare il proprio sogno.

Andare all’estero conviene davvero?

Se il proprio percorso di studi prevede di trovare buone opportunità lavorative fuori dall’Italia allora trasferirsi è quasi doveroso.

È di certo importante trasferirsi per questioni economiche ma ancor più per riuscire a seguire le proprie inclinazioni.

Realizzarsi dal punto di vista lavorativo è davvero molto importante ed è quindi giusto provare nuove strade.

Al contrario, andare all’estero per “cercare fortuna” senza avere un’idea ben precisa in testa, non sempre è una buona soluzione.

Trasferirsi per andare a fare un lavoro umile, almeno inizialmente, è importante anche al solo scopo di imparare una nuova lingua e fare una bella esperienza.

Pensare però che andare al ’estero possa risolvere magicamente tutti i problemi di lavoro è molto rischioso.

Se spesso un paese straniero garantisce contratti più regolamentati che in Italia, dal punto di vista pratico trovare opportunità buone non è semplice.

L’impegno nel cercare nuove opportunità e magari studiare per poterle ottenere è qualcosa da tenere sempre ben presente.

Andare all’estero sperando di fare fortuna e magari avere un tenore di vita più alto che in Italia senza avere una progettualità che va aldilà del semplice lavoretto è una scelta sprovveduta.

Il rischio è di certo quello di rimanere incastrati in una realtà non molto diversa dalla nostra in un paese estero che, magari, ci fa rimpiangere l’Italia.

Per quanti limiti possa avere il nostro paese è bene prima di tutto cercare un obiettivo e perseguirlo.

Andare all’estero conviene se ci sono ragioni valide che ci permettano di avere una vita e una posizione lavorativa migliori.

E’ importante perseguire obiettivi realizzabili e non illudersi su quelli impossibili che potrebbero lasciarci l’amaro in bocca.

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