Uno degli spettacoli naturali di certo più belli del mondo che si possono ammirare è il vulcano.

Il vulcano se da un lato incute una giustificata paura, dall’altro attrae moltissimi studiosi e curiosi che vogliono vedere più da vicino la sua attività. Vedere l’attività di un vulcano non è cosa semplice e soprattutto è decisamente pericoloso in qualunque caso. Anche nel caso si tratti di vulcani quiescenti il fattore di rischio esiste ed è sempre bene seguire solo le precise istruzioni che vengono date.

I vulcani presenti in Italia, Etna e Vesuvio, sono “visitabili” ma solo con le dovute precauzioni.

Nel caso del Vesuvio si parla di un vulcano quiescente che non erutta da moltissimi anni. Tuttavia quiescente non significa spento ma significa che momentaneamente non è in attività ma potrebbe tornare ad esserlo. Il fatto che esistano le solfatare, in particolar modo nei territori di Pozzuoli, significa che il vulcano è comunque sempre in attività, seppur in uno stato di quiescenza.

Nel caso dell’Etna, vulcano situato in Sicilia, le cose sono diverse. L’Etna è un vulcano attivo ma che per fortuna non reca moltissimi danni agli abitanti e non è pericoloso più del dovuto. I sismologi stanno sempre e comunque all’erta per poter verificare l’attività ed eventualmente prevenire ogni possibile problema.

Solitamente grazie ai sismografi si è in grado di capire con un buon anticipo se si verificheranno fenomeni di eruzione. Questo perché si riesce a monitorare il movimento della crosta terrestre con i relativi terremoti che potrebbero precedere l’eruzione. L’Etna, inoltre, rispetto al Vesuvio è un vulcano di tipo effusivo. Mentre il Vesuvio è esplosivo e quindi esplode durante l’eruzione, l’Etna erutta in modo effusivo e quindi la lava e i lapilli hanno un raggio d’azione minore, almeno all’inizio.

Da sempre sia l’Etna che il Vesuvio sono meta turistica di coloro che sono affascinati da questi fenomeni naturali incontrollati e unici al mondo. Tuttavia, negli ultimi tempi, un fenomeno molto strano sta coinvolgendo uno dei due vulcani, l’Etna.

La gravità contro l’Etna

I sismologi negli ultimi tempi hanno osservato un fenomeno davvero particolare riguardante l’Etna. Il vulcano siciliano, infatti, sembra che stia “scivolando” verso il mare.

A dare l’allarme è stato l’autorevole National Geographic che ha messo sotto la lente di ingrandimento proprio il vulcano siciliano. L’Etna starebbe progressivamente “scivolando” verso la costa a causa della forza di gravità.

Se davvero si stesse verificando questo fenomeno, le coste siciliane orientali on sarebbero affatto esenti dalle eventuali problematiche, anzi. Per la Sicilia e la sua costa orientale questa sarebbe una vera e propria catastrofe naturale. Questo perché oltre a cambiare la morfologia del territorio cambierebbe anche il clima con tutte le conseguenze del caso.

L’Etna, che è anche il vulcano attivo più alto d’Europa, risulta quindi essere in continuo movimento e questo studio lo dimostrerebbe. Per riuscire a studiare questo fenomeno un team esperto ha studiato il lato sudorientale del vulcano tramite una rete di sensori. Questi sensori avevano il compito di registrare ogni minimo movimento del vulcano e trasmetterlo ad un sistema per l’elaborazione dei dati.

In particolar modo è nel maggio del 2017 che si è osservata una variazione davvero significativa. il lato del vulcano si è spostato di diversi centimetri verso il mare e ha mostrato la continuità di questi movimenti.

La forza di gravità non è però l’unico fattore. Essa è strettamente legata all’attività magmatica del vulcano che incrementerebbe gli spostamenti e favorirebbe i movimenti. Quali saranno le reali conseguenze non è ancora chiaro ma, di certo, un eventuale collasso del fianco del vulcano porterebbe ad una situazione catastrofica.