Queste sono ore particolarmente importanti, ma anche convulse per quanto riguarda la questione ex Ilva. Nella giornata di ieri il premier Giuseppe Conte ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per un faccia a faccia sul punto della situazione.

Il punto della situazione ex Ilva

La preoccupazione è moltissima e nella giornata di ieri, molti sono stati gli incontri sia politici, che istituzionali, che sindacali tra il premier Conte e le varie personalità per la crisi dell’Ilva. Una situazione spinosa che rischia di far davvero crollare la maggioranza e di lasciare Taranto senza una via d’uscita concreta in nessun senso.

Questa è una questione davvero spinosa su cui il governo si sta duramente spaccando e che rischia di lasciare senza lavoro ben 5000 persone.  Il problema Ilva è legato al lavoro di queste persone, ma anche alle problematiche di salute legate a questa acciaieria. Acciaieria che da molti è contrastata per il terribile impatto ambientale.

Il premier Conte ha definito un questo un vero e proprio “Allarme rosso” di cui il governo deve farsi carico immediatamente. E’ necessario prendere una decisione nel minor tempo possibile. I problemi e i diktat che arrivano dalla famiglia Mittal è necessario che vengano presi in considerazione per evitare un addio definitivo.

Della famiglia Mittal sull’ex Ilva

La prima pretesa è stata lo scudo penale, ma tuttavia non l’unica. Infatti si arriva al licenziamento di ben 10.777 assunti da quando la famiglia ha messo piede nella sede di Taranto. Nonchè in tutti gli altri siti appartenenti al gruppo appartenevano alla famiglia Riva. Il governo richiama continuamente alle responsabilità dell’azienda come priorità fondamentale e imprescindibile. Tuttavia è necessario iniziare a pensare ad una sorta di piano B per salvare l’ex Ilva. Una delle possibilità è la nazionalizzazione della sede che, hanno fatto sapere dal Governo, è stata valutata come possibile alternativa.

Il premier Giuseppe Conte ha inoltre sottolineato come una guerra giudiziaria contro l’azienda sarebbe una sconfitta davvero per tutti e probabilmente non se ne vedrebbe mai la fine.  In questa guerra rischierebbero di rimetterci davvero tutti e quindi è necessario arrivare ad un’unità per decidere da farsi.

Un appello all’unità è anche arrivato dal Presidente della Camera Roberto Fico. Proprio nella serata di ieri Fico ha ribadito che lo Stato deve essere compatto cercare di far valere i diritti e le ragioni.  Fico ha sottolineato come sia impensabile che una multinazionale non si curi di un contratto di questo tipo e che lo stracci così semplicemente.

È necessario che lo Stato sia inflessibile nei confronti di questa azienda e che quindi si prenda le sue responsabilità. Ha detto che sulla situazione purtroppo non è ancora stato trovato un punto d’accordo che possa definire in modo adeguato il da farsi e che possa risolvere questa spinosa questione.

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