Ancora guai per Facebook e per il suo creatore Mark Zuckerberg. A distanza di un anno dello scandalo Cambridge Analytica in cui sono stati trafugati milioni di dati ecco che nuovamente Facebook si trova nei guai sempre per problemi legati alla privacy. Sembra infatti che ancora una volta il popolare social network abbia esposto i suoi utenti con tutti i loro dati sensibili ad un pericolo a causa di terze parti.

Nuovo problema di privacy per Facebook

L’anno scorso, per questo motivo, Facebook è stato abbandonato da moltissimi utenti avevano deciso così proprio perché i loro dati venivano utilizzati da terze parti e quindi erano in pericolo. Facebook dopo questo avvenimento ha inserito un codice per la privacy che ogni utente doveva accettare se voleva continuare a rimanere sul social network proprio per rendere i dati più sicuri.

Tutto sembrava svolgersi al miglio e i dati sembravano finalmente più sicuri rispetto a prima ma di fatto non è così. Oggi infatti è giunta la notizia che i dati di alcuni utenti sarebbero stati esposti a questo rischio da terze parti. Queste terze parti, dalle prime indiscrezioni, sono delle applicazioni che riguardano dei giochi che hanno esposto moltissimi utenti alla possibile trafugazione dei dati.

Mark Zuckerberg è stato informato della cosa e ha bloccato la visione di questi dati. Tuttavia non si ha una percezione di quanto tempo questi dati sensibili degli utenti siano rimasti a disposizione dei malintenzionati dei server . E’ dunque necessario fare degli approfondimenti. Per un tempo non quantificato sono stati resi accessibili al server circa 22.000 dati degli utenti con le conseguenze che si possono immaginare.  Nonostante siano stati ritirati, tutti i dati sono stati esposti e adesso si stanno facendo le verifiche. Probabilmente c’è stato tutto il tempo da parte malintenzionati di rubare i dati sensibili di moltissimi utenti Facebook.

La fuga di dati sensibili

Questo è un altro grandissimo problema a cui sta andando incontro Zuckerberg  sempre sulla questione privacy che non è affatto secondaria ma anzi è alla base del sistema. Essa è uno dei nodi centrali dei social network e del suo in particolare. Si pensava che lo scandalo Cambridge Analytica potesse portare ad un miglioramento e ad un controllo maggiore per la privacy e dei server. Si pensava che i dati degli utenti potessero essere tutelati meglio ma in realtà non è affatto così.

In tutto il mondo sono milioni gli utenti di Facebook che ogni giorno rischiano di vedere i loro dati sottratti per un problema di privacy. E’ dunque necessario che questo non si ripeta come invece è avvenuto in passato. In questo momento si sta cercando di indagare per capire se siano state effettivamente trafugate informazioni e dati sensibili agli utenti.

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