Esistono diversi microbi e non c’è un unico medicinale che li combatta tutti. Si possono distinguere due grandi categorie di antibiotici, che possono contrastare la proliferazione e l’azione dei batteri, ovvero gli antibatterici e i chemioterapici. Ma quali sono le loro funzioni? Sono davvero efficaci?
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Gli antibatterici
E’ vero che tutti gli antibiotici sono antibatterici, ma alcuni, più di altri, che aiutano a combattere alcuni tipi di microbi. Essi si possono distinguere in:
- batterici, in grado di uccidere questi ultimi;
- batteriostatici, che ne arrestano la crescita, in modo da permettere al sistema immunitario di eliminarli del tutto.
Questi farmaci vengono prescritti per malattie causate proprio da agenti patogeni ed infettivi, mentre quelli ad ampio spettro, per patologie provocato da batteri di diversi natura. Proprio per l’origine versatile dei batteri, la loro prescrizione, nonché durata di assunzione e posologia, deve essere necessariamente prescritta da un medico.
Sono sicuramente efficaci, ma sussiste il problema della resistenza dei batteri. Questi ultimi, per la loro biologia, nelle generazioni successivi possono sviluppare una certa resistenza ai farmaci, e quindi può essere necessario cambiarli o aumentarne le dosi. Per questo motivo, una terapia antibiotica non dovrebbe protrarsi per lunghi periodi. Sussiste, inoltre, il rischio di contrarre effetti collaterali, come la nausea, il mal di stomaco, la diarrea, etc.
I chemioterapici
Questi antibiotici hanno un’azione antimetabolita, ovvero inibisce la crescita di enzimi che danneggiano la cellula, e quindi si inseriscono nelle terapie per combattere i tumori. Se ne possono distinguere tre categorie, ovvero:
- i sulfamidici, tossici per i batteri, ma non per l’uomo, fatta eccezione per l’enterococco intestinaleà;
- i chinoloni, derivati dall’acido nalidixico;
- i Trimetrophin, che inibisce la proliferazione dei batteri folati, ed è tra i chemioterapici più diffusi.
Facendo parte della terapia chemioterapica, ovviamente presentano gli effetti collaterali che si riscontrano con la chemioterapia di per sé, ovvero perdita di capelli, nausea, vomito, diarrea, etc. L’efficacia dei trattamenti è comprovata, ma i dosaggi e la scelta dei farmaci sono comunque relativi, e può capitare che una terapia venga modificata o cambiata, a seconda delle condizioni dei pazienti.
Gli antibatterici naturali
Ai farmaci sopracitati, si possono aggiungere anche degli antibatterici naturali, che non presentano gli stessi effetti collaterali delle medicine, utili per patologie come bronchiti, tonsilliti, infezioni cutanee, gengiviti, vaginiti, cistiti e complicanze dovute al raffreddore.
Tra questi antibiotici naturali, si possono includere:
- l’aglio, le cui proprietà furono studiate dal celebre Pasteur, ed è tra gli antibiotici naturali migliori, utile soprattutto per infezioni alla bocca e allo stomaco;
- l’origano, con proprietà antibatteriche ed antisettiche, utile soprattutto sotto forma di olio essenziali, con i quali si possono fare delle frizioni;
- il propoli, prodotto dalle api, può aumentare le difese immunitarie, tanto da essere consigliato da alcuni medici in alcuni trattamenti chemioterapici;
- lo zenzero, utili per infezioni alla bocca e alla vie respiratorie, può contrastare anche la nausea e favorire la digestione;
- la cannella, ottima contro alcuni tipi di funghi, da usare sia per infezioni al cavo orale che all’apparato genitale;
- l’aloe vera, adatta alle infezioni della cute.
