Si è molto discusso sui pagamenti elettronici e sull’incentivazione del loro utilizzo. Incentivazione che passa senza alcun dubbio dall’obbligo per i commercianti di avere il POS per i pagamenti con le carte di credito e bancomat. Questo ha come scopo quello di scoraggiare l’evasione fiscale. L’evasione fiscale è una reale e grandissima piaga del nostro paese, responsabile anche di una tassazione molto alta e non il contrario. Nella legge di bilancio del 2020 sono state inserite alcune specifiche per gli incentivi per chi effettua un pagamento elettronico. Anche e soprattutto a fronte dei controlli che verranno fatti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Gli incentivi per la fatturazione elettronica

I pagamenti elettronici sono la nuova frontiera che permette un controllo maggiore sull’evasione fiscale e che dovrebbe garantire una maggiore sicurezza. Purtroppo in Italia si era ancora molto indietro da questo punto di vista e i pagamenti illeciti e sommersi davvero moltissimi. Tuttavia ci si sta adeguando per tutelare sia i cittadini che i commercianti onesti. Questo si sta attuando apponendo un POS che possa controllare tutti i pagamenti grazie alla tracciatura elettronica.

L’incentivazione di questo metodo di pagamento passa anche attraverso delle agevolazioni fiscali importanti. I professionisti che installano il POS all’interno delle loro attività e non dovessero superare i 400 mila euro di incassi, possono usufruire di un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni dei pagamenti accettati. Agenzia delle Entrate ha comunicato sul suo sito il 29 aprile che il bonus fiscale viene accettato solamente per le aziende che comunicano l’intero importo dei pagamenti accettati nel mese precedente.

Come comunicare i pagamenti elettronici

In primis ad occuparsi di questi pagamenti saranno tutte le societá e aziende che consentono l’installazione del POS ai professionisti e che quindi accettano pagamenti con carte di credito e di debito. Sarà il Sistema di Interscambio ad avere il compito di trasmettere tutti i dati che utilizza l’infrastruttura chiamata “application to application”. Questa è un’infrastruttura crittografata e completamente sicura creata dall’Agenzia delle Entrate stessa. Se i dati non hanno una dimensione superiore ai 20 megabyte, allora si possono inviare tramite PEC.

Una volta inseriti in modo corretto tutti i dati richiesti nella comunicazione, bisogna inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo a cui si fa riferimento. Se per caso ci fosse una trasmissione errata dei dati, è necessario comunicarlo tempestivamente affinché si effettui una cancellazione dei dati precedentemente inviati e si effettui una nuova comunicazione corretta. Il tutto deve avvenire sempre entro il termine stabilito del ventesimo giorno.

E’ sempre meglio controllare che tutti i dati coincidano e che non ci siano errori prima di inviare le comunicazioni. Questo, non solo per evitare la rettifica, ma anche per evitare ritardi che possono portare alla perdita di queste agevolazioni per il periodo indicato

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