Ilaria Leone. rapita e uccisa mentre rientrava dal lavoro. Alessandra Iacullo, aggredita e accoltellata nei pressi di Ostia. Questi sono solo degli esempi delle numerose aggressioni alle donne avvenute di recente in Italia. In realtà, in ogni epoca e in ogni tempo, la violenza sulle donne è sempre stata una costante. Cerchiamo allora di capirne di più.

Ciò che da sempre allarma è che la prima causa di morte di donne nel mondo tra i 16 e i 44 anni è il femminicidio, non le guerre. Con riferimento al nostro Paese, solo nel 2012 il numero di casi di femminicidio sono stati 124 (più 47 tentati omicidi) e solo nei primi quattro mesi del 2013 le donne uccise sono 35. Il 70% di queste violenze viene commesso da uomini con cui la vittima intratteneva rapporti sentimentali, l’80% di queste donne era di origine italiana (così come il suo aggressore) e risiedeva, nella maggior parte dei casi, nel Nord d’Italia.

Per alcuni commentatori che amano fare del facile sociologismo, l’escalation di femminicidi è la risposta che alcuni uomini, soprattutto i più giovani, danno in reazione alla crisi economica che sta affliggendo il Paese. Tuttavia, sarebbe semplicistico addebitare esclusivamente la crescente violenza sulle donne a mere questioni legate alla crisi economica.

Ciò che inquieta è che il 70% delle vittime di femminicidio aveva già precedentemente denunciato alle forze dell’ordine episodi di violenza o di maltrattamento. E ci chiediamo come mai le istituzioni non siano riuscite in tempo ad evitare e prevenire questi odiosi reati, dovuti, il più delle volte, all’«amore criminale».

Occorre pertanto non mettere la testa sotto la sabbia: il femminicidio è un problema sociale a tutti gli effetti, ma non solo. Importante è quindi alimentare il dibattito pubblico sul tema al fine di riuscire così a portare il più possibile allo scoperto la questione per poi essere all’altezza di individuare soluzioni credibili per contrastarla, anche attraverso la sensibilizzazione e la formazione soprattutto dei più giovani.

Crescenti sono le campagne e gli appelli fatti attraverso i media anche da parte dei nostri politici. Campagne di formazione e sensibilizzazione sono state organizzate in quest’ultimo periodo: la partita degli Azzurri svoltasi a Torino che portava lo slogan «la violenza contro le donne è un problema degli uomini»; la creazione di molti network tra cui How, «hands off women»; pubblicità progresso e speciali tv. Importante è stato anche il discorso della Presidente della Camera Laura Boldrini dello scorso 5 maggio a Venezia, in cui ha denunciato tutti i numerosi recenti casi di femminicidio avvenuti nel nostro Paese e ha espresso la necessità di una nuova concezione della donna e l’esigenza di nuovi modelli femminili.

Sono quanto mai attuali le parole di Oriana Fallaci per la quale «i problemi fondamentali degli uomini nascono da questioni economiche, razziali, sociali, ma i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto di essere donne».

Lavoriamo pertanto per costruire una nuova società che abbia più rispetto delle donne e dei bambini. E’ ora di dire basta alla violenze sulle donne .