È notizia rilasciata da poche ore quella che conferma il doppio attacco kamikaze avvenuto nel centro di Baghdad. Nel pieno centro della città irachena due kamikaze si sono fatti esplodere provocando un grande numero di morti e feriti e stando alle ricostruzioni, i due attentatori avrebbero provocato la morte di almeno 38 persone e il ferimento di circa 105, molti dei quali gravi e in pericolo di vita.

Fino ad ora l’attacco non è stato rivendicato, ma il luogo dove è avvenuto l’attentato, la piazza centrale Sahet al-Tayaran, non è nuova ad attentati esplosivi di questo tipo ed è probabilmente questione di tempo perché arrivi una rivendicazione ufficiale dall’Is nonostante nel dicembre scorso Haider al-Abadi, il premier iracheno, avesse confermato la completa liberazione dell’Iraq dalla presenza di cellule terroristiche di matrice Jihadista.

La sensazione comune è che esista un cono d’ombra su cui non è possibile intervenire e che continua a perdurare e a terrorizzare non solo l’Iraq ma il mondo intero. È come se si stesse combattendo un nemico silente ed invisibile che non riesce ad essere e sconfitto e che anzi, ogni qualvolta sembra possa essere stato estirpato, torna a colpire con più cieca ferocia rispetto a prima.

È un regime del terrore ben radicato che scuote le coscienze e gli animi di tutto il mondo e in cui ci si trova in un costante clima di paura e panico per un nemico invisibile e spesso nascosto dagli occhi di tutti, il cui unico scopo è quello di terrorizzare e indirizzare l’opinione pubblica verso una direzione che spesso nasconde le motivazioni reali del gesto. Bisognerebbe rendersi conto che la tregua temporanea, e speriamo definitiva, dell’Europa da questi attacchi terroristici, non implica necessariamente la loro fine e che spesso altri paesi vengono fortemente colpiti e mutilati da questo nemico invisibile ma letale.