Scoperta davvero incredibile in un ristorante di lusso di Polignano a Mare dove sono stati trovati kg di carne scaduta e altri alimenti non conservati correttamente. E’ scattato poche ore fa il controllo della Guardia Costiera per il rinomato ristorante sul mare, vero fiore all’occhiello della cittadina pugliese. Il ristorante incriminato è Grotta Palazzese, uno dei più conosciuti e importanti di tutta la Regione Puglia.

Il controllo della Guardia Costiera

I controlli alimentari avvengono in modo frequente per moltissimi ristoranti affinché la qualità del cibo e soprattutto la salute del consumatore vengano tutelati. E’ importante che i prodotti rispettino tutti i parametri imposti dall’HACCP, ovvero l’autocontrollo dei punti critici per l’igiene alimentare, per poter essere venduti.

Nella giornata di oggi la Guardia Costiera ha trovato il famosissimo ristorante Grotta Palazzese non idoneo e di conseguenza è scattata la multa. La sanzione molto salata, pari a 5000 euro, è arrivata in seguito alle molte non conformità riscontrate che avrebbero potuto mettere in grave pericolo la salute dei consumatori.

Nel ristorante è stata trovata della carne scaduta a maggio e in seguito una quantità di prodotti, soprattutto crostacei e pesce di vario genere, di dubbia provenienza. Sono 68 i kg di prodotto per cui non è stata riscontrata nessuna informazione riguardo alla provenienza e alla tracciabilità. La tracciabilità è fondamentale per poter avere tutte le informazioni necessarie riguardo alla materia prima che si sta utilizzando. Gli organismi competenti devono poter controllare la tracciabilità per risalire ad un prodotto.

La risposta del ristorante di Polignano a mare

Di fronte all’evidente problema di conservazione degli alimenti il ristorante si è giustificato dicendo che, in realtà, la carne scaduta non era destinata ad essere consumata. La carne trovata scaduta, infatti, non doveva essere destinata al consumo. Il fatto che si trovasse ancora lì è stato un semplice errore. I responsabili si sono premurati di far sapere che le materie prime dovevano essere eliminate e non sarebbero state vendute.

Per quanto riguarda la tracciabilità, invece, l’errore è stato ammesso. Quei prodotti dovevano avere la bolla con indicata la provenienza e doveva essere fatto tutto l’iter riguardo la tracciabilità. I responsabili hanno sottolineato che i proprietari del locale non erano assolutamente a conoscenza della situazione poiché la gestione delle materie prime era unicamente loro.

I gestori sottolineano come non ci sia mai stato nessun rischio per la salute dei loro commensali. Quello riscontrato è stato un semplice equivoco poiché la gestione e il cibo proposti sono sempre stati conformi alle norme. I responsabili hanno fatto ammenda ma hanno anche sottolineato come la campagna denigratoria e come la gogna mediatica li abbia messi nel mirino. L’errore c’è stato ma tuttavia i prodotti trovati non dovevano essere destinati al consumo e quindi ribadiscono come non ci siano mai stati pericoli per la salute dei clienti.

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